Pensioni, Ape sociale irraggiungibile: Cgil insorge, Inps replica

13 ottobre 2017 ore 23:59, Luca Lippi
Il flop dell’Ape sociale è servito. Si attende il report finale dell’Inps ma il numero delle domande respinte già alza l’asticella della polemica in favore dei sindacati che sono in contrattazione col Governo per la Riforma della pensione. Sono 60 mila le domande già presentate ma ora saranno le riposte da parte dell’Inps a conquistare l’onore delle cronache. L’anticipazione sulla criticità arriva direttamente dall'Inca Cgil secondo cui "numeri ufficiali non ce ne sono ma sono tutt'altro che irrisori".
Pensioni, Ape sociale irraggiungibile: Cgil insorge, Inps replica

Secondo Inca (patronato della Cgil) l’Istituto previdenziale pubblico si rende protagonista di interpretazioni eccessivamente restrittive delle norme, tali da ridurre in modo consistente il numero dei beneficiari dell’indennità”. Sempre secondo Inca, così come riporta Repubblica.it, sarebbe un flop annunciato "a causa delle eccessive rigidità imposte da Inps, in contrasto con le intenzioni del legislatore e in alcuni casi addirittura contro legge, che rischia di vanificare del tutto le pur magre aspettative di reinserire qualche elemento di flessibilità nel sistema previdenziale italiano, più volte richiesto unitariamente da Cgil, Cisl e Uil". 

LE CATEGORIE A RISCHIO
le categorie a rischio sarebbero i licenziati, i disoccupati e lavoratori che hanno contribuzione estere. Le motivazioni non sono uniformi, fa sapere Inca che il rigetto delle richieste "è tutt'altro che circoscritto a casi isolati", la valutazione del patronato fa seguito alle diverse segnalazioni che arrivano dai territori. 

LA REPLICA DI INPS
l’Inps ha fatto sapere: "In materia di Ape sociale, così come per tutti i servizi erogati, l’Inps applica le leggi e regolamenti vigenti a seguito di approfondite istruttorie condotte coi Ministeri vigilanti. Anche la circolare n. 100 del 16 giugno 2017, che fornisce istruzioni in merito all'applicazione dell’Ape sociale, è stata condivisa nel suo impianto generale dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed applica la normativa così come risultante dai testi legislativi vigenti".

L’ APE SOCIALE CHE CI SI ASPETTAVA
Così come prevista dal legislatore, l’Ape sociale è riservata a:
-i disoccupati che abbiano superato i 63 anni e che non godono più del sussidio previsto per la disoccupazione da almeno 3 mesi.
-i lavoratori che, da almeno 6 mesi, devono assistere il coniuge o un parente di primo grado convivente che sia affetto da un grave disabilità.
-invalidi civili che abbiano un grado di invalidità pari o superiori al 74%
-coloro che svolgono o abbiano svolto i cosiddetti lavori usuranti.
L’indennità è corrisposta per 12 mensilità all’anno.
Per poter usufruire dell’ape social bisogna aver compiuto 63 anni di età e aver maturato almeno 30 anni di contributi. I contributi saranno 36 per i lavoratori usuranti.
L’importo della pensione non potrà superare i 1500 euro lordi al mese.

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autore / Luca Lippi
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