Focus 'nuova' Legge 104: detrazioni fiscali, bonus e Ape per chi assiste

18 settembre 2017 ore 14:23, Luca Lippi
Allo studio il riordino per aumentare gli incentivi previsti per chi assiste un familiare disabile ai sensi della Legge 104. Si parla di un assegno di 1900 euro, contributi figurativi per le assenze dal lavoro, detrazione fiscale delle spese sostenute per l’assistenza. Tutto questo potrebbe essere il frutto della sintesi di tre vecchi disegni di legge noti come S. 2048 Pagano, S. 2128 Bignami e S. 2266. Quindi è bene sottolineare, al momento si parla di progetto sulla carta, nulla di già operativo. La precisazione è importante poiché la presunta normativa sulla ‘nuova’ legge 104  e sul riconoscimento della qualifica di Carigives è già data per scontata, ma nella sostanza non lo è affatto. 
La nuova norma, secondo le intenzioni del legislatore, abbraccerebbe l’ambito dei permessi retribuiti, il congedo straordinario, l’Ape social e incentivi fiscali che si aggiungeranno a quelli dei contributi economici.
Focus 'nuova' Legge 104: detrazioni fiscali, bonus e Ape per chi assiste
Osserviamo nel dettaglio le novità allo studio. 

1900 EURO PER L’ASSISTENZA ULTRAOTTANTENNI
È una detrazione fiscale che si aggiungerebbe a quella già prevista secondo la vecchia normativa. La misura della detrazione sarebbe del 19% sino a un tetto massimo di 10mila euro, questo porta ai 1.900 euro. In parole semplici, se per l’assistenza del familiare si spendono 10mila euro in un anno, 1.900 euro vengono scomputati dalle tasse. Questa detrazione è riconosciuta al familiare entro il 3° grado, di almeno 80 anni, se senza reddito o con un indice Isee entro 25mila euro, purché convivente da almeno 6 mesi.

1900 EURO ANCHE PER CHI ASSISTE 
Per chi assiste un familiare entro il III grado di almeno 80 anni, convivente da almeno 6 mesi, spetterebbe un assegno, a titolo di rimborso spese, pari a 1900 euro all’anno, nel caso in cui sia privo di reddito o incapiente ai fini fiscali. In sostanza, chi assiste l’ultraottantenne non deve avere reddito.

DIRITTO A PART TIME
Possibilità per chi assiste un familiare ultraottantennedi di chiedere al datore di lavoro la trasformazione del rapporto full time in contratto a tempo parziale. L’orario part time non può superare il 50% dell’orario ordinario e il periodo a tempo parziale non può superare i 2 anni.

CONTRIBUTI FIGURATIVI 
Per chi assiste un familiare invalido al 100% portatore di handicap grave ai sensi della Legge 104, sono proposti dei nuovi benefici previdenziali, oltre a quelli in vigore. Per i periodi di assistenza e cura a favore del familiare disabile convivente, è stato previsto il riconoscimento di contributi previdenziali figurativi equiparati a quelli da lavoro domestico. Tali contributi si sommeranno a quelli eventualmente già versati per attività lavorative, per consentire l’accesso all’Ape social in qualità di caregiver.

LA QUALIFICA DI CAREGIVER
I requisiti per avere tale qualifica, sono più specifici rispetto a quelli richiesti per ottenere l’Ape sociale (il pensionamento anticipato a 63 anni a carico dello Stato). Come riporta LaLeggepertutti, uno dei tre disegni di legge che dovrebbero confluire nel testo unico (il ddl Bignami), introduce il riconoscimento della qualifica di caregiver a coloro che, in ambito domestico e gratuitamente, si prendono cura di un familiare invalido al 100% e in possesso di handicap grave,  che necessita di assistenza continua per almeno 54 ore settimanali, se si tratta di:
-un parente o un affine entro il secondo grado che risulti convivente;
-un minore dato in affidamento.
La qualifica di caregiver, secondo il ddl, può essere riconosciuta limitatamente ad un familiare per ogni assistito e preclude agli altri familiari lavoratori, fatta eccezione per i genitori, di godere delle agevolazioni della Legge 104, in relazione allo stesso soggetto assistito.

TELELAVORO
Sempre secondo il ddl Bignami, chi ha la qualifica di caregiver ha diritto ad entrare nelle categorie protette ai sensi della Legge 68, ai fini del riconoscimento del diritto al lavoro. Tale diritto deve essere garantito, su richiesta del lavoratore caregiver, anche utilizzando la modalità del telelavoro, con l’obbligo per l’azienda di consentire il passaggio a mansioni che si prestino a tale modalità.
Per tutto il resto, si rimanda alla vecchia normativa della legge 104 che non subisce tagli.

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autore / Luca Lippi
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