Consulta di nuovo sulla rivalutazione delle pensioni: trema il Tesoro

24 ottobre 2017 ore 14:37, Luca Lippi
Ritorna viva la questione della perequazione delle pensioni. La Corte Costituzionale si riunirà per pronunciarsi sulla legittimità costituzionale del decreto legge 65/2015, meglio noto come ‘Bonus Poletti’. Nelle mani della Consulta  il destino della sentenza della medesima Istutuzione che già con il dispositivo n.70/2015 della medesima Consulta, aveva stabilito l’incostituzionalità del meccanismo di blocco della rivalutazione delle pensioni per il biennio 2012/2013 operato dal governo Monti e dal ministro Fornero ripristinando il diritto a una piena rivalutazione degli assegni pensionistici.
Consulta di nuovo sulla rivalutazione delle pensioni: trema il Tesoro

La ‘piena’ rivalutazione non c’è stata, al suo posto è stato introdotto con decreto un meccanismo perequativo per il quale vi è stata rivalutazione solo parziale dei trattamenti tra le tre e le sei volte il minimo e riconfermando il blocco totale della perequazione per gli importi superiori a sei volte il minimo. 
Di conseguenza, dal 2012 a oggi i pensionati sono sul piede di guerra per la sensazione di avere subito una vera e propria ‘prepotenza’ che dalle associazioni di gategoria scese a difesa dei pensionati hanno edulcorato definendola un’ingiustizia.

La decisione della Corte avrà sicuramente diverse ripercussioni comunque sia indirizzato il parere. Sia nel caso di bocciatura, sia nel caso di conferma il rischio è quello di mettere a repentaglio i conti pubblici dello Stato oppure di mettere a repentaglio la credibilità stessa del precedente dispositivo.
Il verdetto sicuramente sarà reso noto a luci spente, soprattutto nel caso in cui si dovesse decidere in favore dei pensionati. Ricordiamo che ad aggravare la situazione ci sono una valanga di riscorsi presentati alla Corte Costituzionale. Nel caso in cui dovesse esserci un accoglimento di questi ricorsi, il danno per l’Earrio, tra arretrati e interessi non sarebbe inferiore 20 miliardi di euro, in pratica il valore della Manovra! Di fatto, però, la Corte si trova di fronte a dovere valutare il merito meramente legale del ‘bonus Poletti’, tuttavia anche in questo caso, volendo salvare capra e cavoli, si innescherebbe un tripudio di contestazioni verso una pronuncia non perfettamente conforme alla tutela della legalità e degli interessi di tutti i pensionati.
Ricordiamo che in relazione alla precedente sentenza n. 70 del 2015, il Governo è dovuto intervenire per ristabilire la legalità con il decreto-legge 21 maggio 2015 n. 65, procedendo ad una parziale restituzione degli arretrati. Quello che il governo riuscì a ristituire è tra lo zero e il 21% di quanto spettante, con un danno pari ad almeno il 79%, e al 100% per le pensioni superiori ai 2.810 euro mensili lordi. Tremano al Tesoro ma anche alla Consulta, non è una decisione facile.

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autore / Luca Lippi
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