Monete da 1 e 2 centesimi, per la Ue "non si toccano": è dietrofront

28 agosto 2017 ore 10:55, Luca Lippi
Rinviato o sospeso definitivamente l’addio degli italiani alle monetine da uno e due centesimi atteso il 1° gennaio del 2018. Ricordiamo che la sospensione del conio delle monetine di rame di taglio inferiore a quello di 5 centesimi è una delle proposte del decreto legge di correzione dei conti pubblici, la cosiddetta “manovrina”. L’emendamento targato Pd, ha avuto origine da Sergio Boccadutri. Tuttavia è sfuggito sin dal principio che i governi nazionali non possono decidere autonomamente la sospensione del conio di una moneta, solo l’Ue può decidere sulla loro circolazione. Detto questo, pur smettendo di coniare le due monetine, nessun negoziante potrebbe rifiutarle. La Banca centrale europea l’ha scritto in due pareri spediti a Belgio e Finlandia che avevano già approvato norme simili a quella italiana.
Monete da 1 e 2 centesimi, per la Ue 'non si toccano': è dietrofront

COSA PREVEDE IL DECRETO DI SOSPENSIONE DEL CONIO
Le monetine avrebbero ancora corso legale nonostante la sospensione del conio, ma si arrotonderà per eccesso o per difetto al multiplo di cinque centesimi più vicino. Nel testo si specifica che il risparmio è destinato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.
Per coniare un centesimo si spendono 4,5 centesimi di euro, mentre per la moneta da 2 centesimi, se ne spendono 5,2. Il risparmio che si potrebbe ottenere, sospendendo entrambe, è di 21 milioni di euro l’anno.

LO STOP DELLA UE MA ANCHE DELLA COMMISSIONE FINANZE DEL SENATO
La commissione Finanze del Senato ha ipotizzato il rischio che lo stop alle monetine possa comportare un aumento dei prezzi, che colpirebbe soprattutto le fasce più deboli della popolazione. L’Italia non sarebbe il primo Paese a sospendere il conio delle monetine. In Finlandia, lo stop è scattato il primo gennaio del 2002, giorno in cui è stato introdotto l’euro. A seguire, sono sparite anche in Olanda (2004), Irlanda (2010) e Belgio (2014).

NESSUN RISPARMIO CONCRETO
Sospendere il conio delle monete da uno e due centesimi non produrrebbe alcun risparmio, perché la Zecca sarebbe costretta ad aumentare la produzione per le monete da cinque centesimi, azzerando il risparmio di 21 milioni di euro l’anno ipotizzato dal decreto.

LO STOP DELLA UE
E’ arrivato l’altolà dell’Ue, l’unica che può decidere sulla loro circolazione e il governo è costretto al dietrofront. Nella legge Finanziaria sarà probabilmente contenuta una nuova norma per fare marcia indietro, perché, a differenza di quanto annunciato nei mesi scorsi, l’Italia non smetterà di coniare le monete da uno e due centesimi.
Il testo del Consiglio Europeo spedito ai belgi il 23 gennaio 2014 è chiaro e valido anche per l’Italia: “L’articolo due del regolamento 974/98 dice che l’euro, come moneta dell’area, è divisa in cento centesimi”. Sia in Finlandia che in Olanda è consentito ai negozianti di arrotondare i prezzi ai cinque centesimi: su questo i parlamenti nazionali sono liberi di legiferare. In ogni caso “non si può impedire ai clienti di pagare l’esatto ammontare dovuto usando le monete da uno e due centesimi”. In concreto, da sempre anche in Italia questa pratica è largamente in uso, sia nei pagamenti alle casse automatiche dei supermercati che anche ai caselli autostradali, gli importi sono arrotondati ai 5 centesimi e quasi mai a danno del cliente.

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autore / Luca Lippi
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