Evasione Iva, Italia prima classificata Ue: ma migliora

28 settembre 2017 ore 12:47, Micaela Del Monte
Secondo l’ultimo rapporto della Commissione europea il nostro Paese è il primo per evasione fiscale dell'Iva. In Italia infatti il gap tra il gettito Iva prevedibile e quello realmente incassato è stato di 35 miliardi di euro nel 2015, il più alto di tutta la Ue in valore assoluto.

Come riporta il Sole24Ore, il report di Bruxelles segnala che nel 2014 il gap era di 38 miliardi (sempre record nell’Ue) e nel 2011 quasi 41 miliardi. In percentuale, dal 2011 c’è stato un miglioramento del tax gap del 3 per cento. Numeri che non sono, però, allineati con quelli riportati nell’ultimo rapporto sulla lotta all’evasione che il Governo ha allegato alla nota di aggiornamento al Def approvata sabato scorso e ora all’esame del Parlamento. Infatti i dati inviati alle Camere dal ministero dell’Economia parlando di un andamento del tax gap diverso. La stima del 2015 - ancora in attesa dei dati?Istat sull’economia sommersa - per ora si ferma a 34,77 miliardi. Ma la differenza maggiore tra i tecnici del Mef e quelli di Bruxelles emerge sul passato: nel 2011 la differenza tra l’Iva dovuta e quella effettivamente versata era di 36,3 miliardi contro i 41 “censiti” dalla Commissione, mentre nel 2014 a Roma risultavano 36,2 miliardi (mentre a Bruxelles, come anticipato, 38).

"Gli Stati membri non dovrebbero accettare perdite così elevate dall’Iva", ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici, spiegando che "la Commissione sostiene gli sforzi per migliorare la raccolta nella Ue", ma allo stesso tempo proporrà una revisione delle regole perché quelle attuali "sono datate, risalgono al 1993". Presto arriverà quindi una proposta legislativa, che riguarda soprattutto le vendite transnazionali. "La nostra riforma aiuterà a tagliare le frodi transazionali dell’80% e a recuperare denaro molto importante per le casse statali", ha aggiunto.

Tuttavia la situazione del recupero dell’Iva evasa è in miglioramento in tutta la zona euro, a confermarlo è lo stesso Moscovici, sottolineando che i progressi più significativi si sono registrati per Malta, Romania e Spagna. Sette Stati, invece, hanno visto un leggero aumento del gap: Belgio, Danimarca, Irlanda, Grecia, Lussemburgo, Finlandia e Regno Unito.

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