Addio pensioni. Vicari ci insegna: "Come provvedere a integrare la pensione"

30 ottobre 2017 ore 12:55, Luca Lippi
Come provvedere a integrare la pensione? Quando cominciare a farlo? Perchè? Rispondiamo a tutte le domande con l'aiuto dell'esperto.  È ora di pensare concretamente al nostro futuro. È necessario analizzare il mondo della previdenza integrativa allo scopo di non rimanere a bocca aperta quando, arrivato il momento di percepire la pensione, rischiamo di trovarci davanti a un’amarissima sorpresa.  Le politiche di austerità hanno costretto i governi di quasi tutti gli Stati a tagliare forsennatamente e principalmente sulle prestazioni fondamentali del welfare, come la sanità, le pensioni, l’assistenza e l’istruzione. Per le pensioni sappiamo tutto mentre per la previdenza complementare qualche confusione rimane. Affrontiamo il discorso con uno dei massimi esperti in materia di previdenza integrativa complementare, già accorso in nostro aiuto riguardo una completa disamina degli strumenti di risparmio a disposizione di chi vuole prendersi cura del proprio futuro. IntelligoNews ha raggiunto Eugenio Vicari, esperto di sistema bancario internazionale e previdenza integrativa, ci ha spiegato nel dettaglio la materia.
Addio pensioni. Vicari ci insegna: 'Come provvedere a integrare la pensione'
 

Abbiamo chiesto a Vicari una panoramica sintetica della situazione attuale e soprattutto una bozza di soluzioni per tutti coloro che hanno bisogno di assicurarsi una vecchiaia serena. 

Vicari, ci spieghi in estrema sintesi perché la pensione pubblica o comunque quella tradizionale, non sarà più sufficiente e soprattutto, ci spieghi come potere affrontare la perdita di reddito

Il sistema pensionistico italiano è stabile, nonostante le difficoltà economiche del Paese degli ultimi anni, ma l’innalzamento dell’età media per l’occupazione, il precariato, la disoccupazione giovanile ai massimi storici e le continue modifiche che si sono succedute soprattutto con le Leggi Maroni, Monti e Fornero, (vedi anche legge n.122 del 30 luglio 2010, articolo 12 ) rendono necessario un intervento integrativo, per migliorare la propria condizione al raggiungimento dell’età pensionabile.
Con un sacrificio economico minimo, è consigliabile sottoscrivere un fondo pensione integrativo e/o un Piano di accumulo in FCI , in modo da assicurarsi una vecchiaia più serena e arrivare addirittura alla IV età. Non trascuriamo questo ultimo dato visto che la vita media si sta allungando e il reddito servirà per periodi sempre più lunghi.

Cos’è un fondo pensione?

Il Fondo Pensione Aperto è uno strumento previdenziale istituito dai soggetti autorizzati (SGR, Banche, SIM e Assicurazioni) per sopperire ed integrare la previdenza obbligatoria e si inserisce come ulteriore pilastro complementare. Permette di realizzare una pensione integrativa per sé o per i propri familiari, anche minori a carico, in modo da mantenere, anche dopo il pensionamento, un tenore di vita simile a quello del periodo lavorativo.

Se si volesse fare da soli, tagliando le spese il più possibile e affidandosi a un professionista, in una scala di valore prestazione/impegno finanziario, è possibile costruirsi una pensione integrativa interessante?

E’ tutto possibile, gli strumenti a disposizione per risolvere questa criticità sono tantissimi e sempre più sicuri. Il risparmiatore ha diversi strumenti finanziari e previdenziali da poter utilizzare a tal fine. Sulla base di valori come prestazione/impegno il PAC piano di accumulo in FCI perché risulta essere il più flessibile, dinamico, e meno impegnativo, sono in assoluto gli strumenti più facili da gestire. Se si ha un orizzonte temporale lungo e si sceglie di investire almeno il 75% sui mercati azionari il capitale finale a disposizione sarà notevole e in grado di integrare adeguatamente e a lungo gli anni della pensione. Inoltre permette una gestione attiva dell’investimento per tutta la durata dell’investimento attraverso l’assistenza del buon Consulente Finanziario, aumentando o diminuendo l’investimento in funzione dell’andamento dei mercati finanziari. Quello che non garantisce è una rendita certa e rivalutabile come invece il Fondo Pensione. Di strumenti finanziari per investire e avere un vitalizio per la pensione ce ne sono tanti: operando in sicurezza (con un’adeguata anamnesi della propensione al rischio) attraverso fondi, obbligazioni, azioni. Di fatto, quelli che offrono vantaggi fiscali e un contributo da parte del datore di lavoro sono i fondi pensione negoziali, mentre i fondi chiusi e i Pip offrono solo agevolazioni fiscali.
-i fondi pensione chiusi sono istituiti da accordi tra industrie e sindacati, aperti ai lavoratori dipendenti del settore a cui tali fondi sono dedicati;
-i fondi pensione aperti sono dedicati a tutti, lavoratori dipendenti e autonomi;
-i Piani pensionistici individuali (o Pip) sono contratti di assicurazione sulla vita che hanno finalità pensionistiche. I Pip sono molto pubblicizzati e per decantarne la convenienza, uno degli argomenti sbandierati è quello della possibilità di dedurre i soldi versati nel Pip (per un massimo di 5.164,57 euro ogni anno) risparmiando così sulle tasse.
Questo vantaggio non è una prerogativa dei Pip, ma esiste anche per i fondi pensione chiusi e aperti. In pratica, i risparmi fiscali sono esattamente gli stessi per tutti. Veramente una grande opportunità per chi vi aderisce. E’ bene in questo caso farsi consigliare dal proprio CF perché al fondo pensione è meglio dedicarci una quota che si è assolutamente sicuri di poter versare fino alla data della pensione perché non prevede riscatto durante il periodo se non per specifiche situazioni ed è meglio essere rigidi nel portarlo a termine. Ricordo che la scadenza del Fondo pensione coincide con l’età pensionabile.

L’instabilità lavorativa purtroppo sarà il futuro. In un’ottica di discontinuità lavorativa, quale soluzione per un piano in massima elasticità per assicurarsi comunque un futuro dignitoso?

Il precariato, l’ingresso nel mondo del lavoro in tarda età, i redditi più bassi e la rivoluzione industriale 4.0 che porterà a nuove forme di lavoro ma anche alla perdita di moltissimi posti e professioni, deve far riflettere bene i risparmiatori sul come e quando agire per garantirsi un futuro dignitoso. Consiglierei innanzitutto di decidere bene con il proprio consulente finanziario la quota di reddito che si potrà risparmiare e che sia sostenibile negli anni. A questo punto un giusto mix tra un fondo pensione integrativo con profilo bilanciato abbinato ad un accantonamento su PAC di profilo azionario garantisce alla data della pensione due soluzioni:
1-    una rendita vitalizia rivalutabile e reversibile (con il Fondo pensione )
2-    un cospicuo capitale attraverso il Pac che servirà come ulteriore integrazione e garantirà una riserva capitale da spendere per lunghi anni.

Con delle Unit Linked è ancora una soluzione alternativa valida, oppure ci sono prodotti equipollenti di ultima generazione più validi?

Anche l’investimento in prodotti come le Unit Linked assolvono bene il loro compito nel portare il risparmiatore all’obiettivo finale della pensione. Sono però assai più care in termini di costi annuali che incidono negativamente sui rendimenti. Svolgono più una funzione di passaggio generazionale del patrimonio liquido che fini pensionistici. Recentemente sono a disposizione del risparmiatore formule di Unit Linked a premi ricorrenti.  Personalmente li ritengo validi ma meno efficienti.

Ci può favorire una fotografia di quanto dovrebbe versare mensilmente, o in unica soluzione annualmente una persona di 30, 40 e 50 anni per avere un’integrazione pensionistica sufficiente a mantenere un tenore di vita equiparabile a quello garantito dalle vecchie pensioni di vecchiaia?

Le conseguenze della Riforma Amato del 1992, della Riforma Dini del 1995 della Riforma Maroni del 2004, della Riforma Prodi del 2007 e del “pacchetto pensioni” 2010  sono che con 40 anni di contribuzione le pensioni all’incirca:
-    non saranno più al 70%-80% dell’ultimo stipendio
-    ma al 45%-50% dell’ultimo stipendio.
-    Pertanto nell’esempio che segue possiamo vedere quanto approssimativamente deve essere la contribuzione necessaria a coprire almeno l’80% dell’ultimo stipendio.
A tale proposito possiamo ipotizzare un’integrazione da comporre così come la propongo anche se ogni individuo ha bisogno di una pianificazione personalizzata alle reali esigenze.

Esempio di UOMO, IMPIEGATO, REDDITO LORDO PRIMA DELLA PENSIONE euro 3.000
ETA' 30 anni 
Data pensione  01 apr 2057
ASSEGNO MENSILE Valore centrale (a seconda del livello di inquadramento e della categoria) 1.698,00
Gap % SU ULTIMO STIPENDIO Valore centrale 61%
VERSAMENTO mensile INTEGRATIVO PER OTTENERE 80% x12 mensilità con:
LINEA GARANTITA 2%  deve versare euro 299,00 mese
LINEA BILANCIATA  50% azioni 50%obbligazioni dovrà versare euro 184,00 mese
PAC Piano di accumulo in FCI linea DINAMICA. 75% -80% azioni. Senza versamento iniziale, basteranno 100,00 € mese con un Capitale generato al momento della pensione attraverso il PAC di euro 288.388,57
Durata del PAC in anni  40

ETA' 40 anni 
Data pensione  01 apr 2047
ASSEGNO MENSILE Valore centrale (a seconda del livello di inquadramento e della categoria) 1.622,00
Gap % SU ULTIMO STIPENDIO Valore centrale 59%
VERSAMENTO mensile INTEGRATIVO PER OTTENERE 80% x12 mensilità con:
LINEA GARANTITA 2%  deve versare euro 496,00 mese
LINEA BILANCIATA  50% azioni 50%obbligazioni dovrà versare euro 388,00 mese
PAC Piano di accumulo in FCI linea DINAMICA. 75% -80% azioni. Senza versamento iniziale. basteranno 220,00 mese con un Capitale generato al momento della pensione attraverso il PAC di euro 286.788,57
Durata del PAC in anni  30

ETA' 50 anni 
Data pensione  01 apr 2034
ASSEGNO MENSILE Valore centrale (a seconda del livello di inquadramento e della categoria) 1.738,00
Gap % SU ULTIMO STIPENDIO Valore centrale 63%
VERSAMENTO mensile INTEGRATIVO PER OTTENERE 80% x12 mensilità con:
LINEA GARANTITA 2%  deve versare euro 885,00 mese
LINEA BILANCIATA  50% azioni 50%obbligazioni dovrà versare euro 737,00 mese
PAC Piano di accumulo in FCI linea DINAMICA. 75% -80% azioni. Senza versamento iniziale. basteranno 720,00 mese con un Capitale generato al momento della pensione attraverso il PAC di euro 290.490,57
Durata del PAC in anni  17

In conclusione, nel medio termine, se non addirittura nel breve, la coperta del fronte pensionistico è destinato a ‘slanarsi’ sempre più velocemente, e non riuscirà più a coprire niente o quasi. Le vittime più prossime sono i giovani e i precari, per questo motivo si dovrà provvedere per tempo a integrare la pensione di vecchiaia. Una sorta di pensione di scorta insomma.

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autore / Luca Lippi
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