Piano anti-evasione di Agenzia Entrate: cosa dicono le prime lettere

07 settembre 2017 ore 11:22, Luca Lippi
Operativo il piano che l’Agenzia delle Entrate ha messo a punto per combattere l’evasione. Partite le prime lettere di controllo. L’obiettivo principale è accendere i riflettori sui grandi contribuenti e intensificare la lotta alle forme di evasione più gravi e alle frodi. Addio dunque alla caccia all’errore involontario, ai recuperi solo formali o per importi esigui. Il tutto favorendo il dialogo, la trasparenza e un approccio chiaro. Le stretegie di prevenzione e contrasto che si intendono mettere in campo sono state illustrate con la circolare 16/E.
Le presunzioni fissate dalla legge a salvaguardia della pretesa erariale saranno applicate secondo criteri di proporzionalità e ragionevolezza, grazie alla collaborazione del contribuente che potrà dimostrare e giustificare eventuali anomalie. Le indagini finanziarie diventano uno strumento da utilizzare solo a seguito di un’attenta analisi del rischio e quando è già in corso un’attività istruttoria.
L’Agenzia sarà impegnata a stipulare con le imprese, in determinati ambiti, accordi preventivi per regolare in anticipo il trattamento fiscale di alcune operazioni.
Piano anti-evasione di Agenzia Entrate: cosa dicono le prime lettere
STRATEGIA SOFT
In alcuni casi la comunicazione è più stringata e si “limita” a riportare la presenza di alcune incoerenze tra i versamenti effettuati e i dati comunicati nel primo degli appuntamenti di quest’anno: quello scaduto lo scorso 12 giugno.Per tutti i dettagli sulle incoerenze le Entrate rimandano al cassetto fiscale del contribuente e nel servizio “Fatture e corrispettivi” disponibile sul sito dell’Agenzia.
Diverso approccio, ma non invasivo,per i versamenti totalmente assenti. L’Agenzia segnala, infatti, che a fronte di un’imposta dovuta risultante dalla comunicazione dei dati trimestrali non risulta pervenuto alcun pagamento con il modello F24. Una carenza che potrebbe essere imputabile a un errore: tra le fattispecie riportate ci sono un codice tributo e/o un anno di riferimento errati. Circostanza alla quale si può chiedere di rimediare con la correzione dei modelli F24 anche attraverso i canali telematici (in questo caso c’è Civis) dell’amministrazione finanziaria.

SPESOMETRO
Dopo diverse proroghe andrà inviato entro il 28 settembre. Un adempimento che sta mettendo a dura prova professionisti e software house, solo parzialmente sollevati dalla mini-proroga di 12 giorni comunicata dal Mef il 1° settembre (il decreto è in attesa di pubblicazione in Gazzetta).

OBIETTIVO DEL FISCO
Recuperare con l’uso congiunto dello spesometro e delle liquidazioni trimestrali Iva 2,11 miliardi di euro,  secondo le stime del decreto fiscale e nelle previsioni contenute è destinato addirittura a salire in futuro. Una stima che considera sia l’Iva sia le imposte dirette riportate all’Erario grazie ai “solleciti” dopo l’incrocio delle informazioni sulle fatture, sia la riduzione degli omessi versamenti, sia un effetto di anticipazione dei controlli automatizzati.

INDAGINI FINANZIARIE E PRESUNZIONI
Le presunzioni fissate dalla legge a salvaguardia della pretesa erariale devono essere applicate dagli uffici secondo logiche di proporzionalità e ragionevolezza, ricorrendo in via prioritaria alla collaborazione del contribuente ed alle dimostrazioni addotte per giustificare eventuali anomalie.
Il ricorso alle indagini finanziarie, infine, è descritto come uno strumento da attivare possibilmente a valle di un’attenta analisi del rischio e quando è già in corso un’attività.
Evasione oltreconfine
L’Agenzia contrasta con decisione le frodi fiscali, sia a livello nazionale sia a livello internazionale, anche incoraggiando scambi informativi a richiesta con le Autorità estere. Particolare attenzione ai settori più vulnerabili a fenomeni illeciti: frodi Iva intracomunitaria, circolazione di fatture false mediante l’azione di società cartiere, compensazioni di crediti inesistenti mediante l’uso di F24 con dati non veritieri.
Sul fronte della promozione della cooperative compliance, si amplia la platea dei grandi contribuenti ammessi: entrano anche le imprese che intendono dare esecuzione alla risposta dell’Agenzia, a seguito di interpelli sui nuovi investimenti.
Da quest’anno, inoltre, le imprese possono stipulare accordi preventivi con il Fisco per regolare in anticipo il trattamento fiscale di alcune operazioni transnazionali. Lo strumento dell’accordo preventivo apre infatti al patent box.

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