Trainspotting 2, la "nostalgia canaglia" di Boyle 20 anni dopo

01 febbraio 2017 ore 10:46, Micaela Del Monte
Renton il traditore, Begbie il violento, Spud il lunare, Sick Boy ossigenato e nichilista: gli antieroi di “#Transpotting”, il film che, ispirato al romanzo-capolavoro di Irvine Welsh, nel 1996 infiammò il pubblico del mondo intero raccontando le imprese dei giovani senza ideali, drogati, arrabbiati della periferia di Edimburgo, sono ora i protagonisti di “#T2 Trainspotting 2”, uno dei sequel più attesi degli ultimi tempi. Uscirà nelle nostre sale il 23 febbraio e il regista #DannyBoyle, nel frattempo diventato uno dei big del cinema (nel 2008 il suo “The Millionaire” vinse 8 Oscar) è venuto a Roma per lanciare il film. Ancora interpretato da Ewan McGregor, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller e Robert Carlyle.

Trainspotting 2, la 'nostalgia canaglia' di Boyle 20 anni dopo
Non solo un'operazione nostalgia. "
La nostalgia c'è e riguarda tutti noi. Spero che riguardi anche il pubblico. Vorrei che T2 faccia ripensare al primo film e a quando anche gli spettatori avevano vent'anni di meno. Il tema del sequel è comunque proprio questo: il film parla dell'età adulta e di come si arriva alla maturità. I protagonisti si sono goduti a modo loro la giovinezza e ora che sono uomini restano attaccati a quel ricordi. E' un problema tipico del sesso maschile: fatichiamo a diventare adulti. A differenza delle femmine, non accettiamo il tempo che passa. Non siamo più giovani ma tendiamo a restare attaccati ai tempi passati, cosa che si risolve solo quando si completa il cerchio del tempo: per questo nonni e nipoti vanno d'accordo" ha detto il regista durante la presentazione romana.

Protagonisti 20 anni dopo: "Sapevo che avrebbero accettato subito di partecipare al sequel e così è stato. Lo hanno fatto con incredibile entusiasmo: avevano fame, avevano il fuoco dentro e tanta voglia di tornare a lavorare insieme. Abbiamo ritrovato quella magia tipica dei primi film, quando l'istinto e il coraggio di lasciarsi andare prevalgono sulla tecnica. Quell'esperienza del '96 fu la prima per tutti e, come nella storia del film, anche per loro e per me era bello fare un salto indietro nel tempo. Stavolta, però, non c'è un personaggio che prevale come accadeva in 'Trainspotting' con Ewan McGregor-Mark Renton che era anche voce narrante. Stavolta invece nessuno prevale e i quattro personaggi hanno tutto pari importanza".

Renton vs Social: "Oggi ci sono delle scelte che sembrano così facili, così potenti. I giovani hanno Facebook, hanno tantissimi amici. Ma sono virtuali. Sono scelte fatte facilmente e in realtà hanno in mano molto poco. Ma non è giusto fargli la predica. Loro stessi devono trovare la strada per fare le scelte che più gli si adattano".  

Un punto di forza di “T2 Trainspotting” è la colonna sonora: insieme con “Radio Gaga” dei Queen ne fanno parte brani di culto come “Lust For Life” di Iggy Pop, “Relax” dei Frankie goes to Hollywood, “Shotgun Mouthwash” di High Contrast, “Dreaming” dei Blondie”, “Rain or Sgine” dei Young Fathers, “Slow Slippy” (Underwood). "E pensare che nel primo film non avevamo potuto permetterci Radio Gaga - racconta Boyle - e solo con l’intercessione di David Bowie, fan del mio film d’esordio “Shallow Grave”, avevamo avuto gli altri brani a prezzi stracciati".

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