'Sgt Pepper' dei Beatles, 50 anni dopo: dallo scetticismo al mito

01 giugno 2017 ore 13:59, Stefano Ursi
La storia di 'Sgt Pepper', dopo 50 anni dalla sua uscita nel Giugno del 1967, è conosciuta. Ma vale sempre la pena ricordare qualche passaggio che induce alla riflessione, soprattutto nel senso che quando i Beatles vi misero mano e poi lo pubblicarono lo scetticismo era più denso di una coltre di nebbia. Si temeva che fosse troppo complesso, e, dunque dal punto di vista commerciale difficilmente capace di fare il boom. E c'è da dire che gli stessi Beatles, si apprese poi dal commento di Paul McCartney, si resero conto subito di essere andati oltre il loro essere Beatles, e in realtà di volerci andare, tracciando di fatto una strada nuova.

'Sgt Pepper' dei Beatles, 50 anni dopo: dallo scetticismo al mito
la cover
Proprio nel momento in cui la critica li descriveva un po' vuoti, mancanti (almeno temporaneamente) dell'afflato ispiratore che fino a quel momento li aveva resi un craque del mondo musicale, con i Rolling Stones al galoppo; ma con 'Sgt Pepper', al di là di ogni previsione, si andò molto oltre e il pezzo divenne negli anni un mito. Perché in esso si concentrarono immediatamente, e vi si riconobbero, le ambizioni e allo stesso tempo le speranze di una generazione intera, quella della fine degli anni '60, così intersecata fra nuovi momenti storici drammatici come la Guerra in Vietnam e l'emersione di innovativi gusti musicali e artistici. Ed è così che anche la critica, appena uscito il disco e appurato quello che era un successo inaspettato, iniziò a commentare positivamente, contribuendo a costruire quella che diverrà una vera e propria rivoluzione musicale.

La cover, poi, caotica ma profondamente armonica è un concentrato di personaggi di diversi momenti storici, tali da mescolare ambiti, istinti, sensazioni, voci e colori perfettamente riconoscibili. E nei quali ognuno che comprasse e ascoltasse il disco potesse riconoscersi, storicamente e a livello generazionale: Albert Einstein, Marlon Brando, Karl Marx, Edgar Allan Poe, Ollio, Marilyn Monroe, Oscar Wilde, Tyrone Power e moltissimi altri. Ed è poi, altro aspetto da non sottovalutare, con 'Sgt Pepper' che il 33 giri, già da tempo in circolazione, diventa vero e proprio oggetto di importanza storica per il mondo della musica. Un album che viene ritenuto ormai unanimemente dalla critica da decenni un capolavoro, il capolavoro dei Beatles ma anche lo specchio di un'epoca complessa, come la cover testimonia, e che necessitava in musica un passaggio oltre per rinnovarsi e stupire.

La grande attività dei Beatles va dal 1960 al 1970 e l'apice del successo va dal 1963 al 1966 specialmente grazie alle tournee, che decretarono un amore incredibile del pubblico, mai visto in maniera così sviscerata. Dal 24 al 28 giugno del 1965 i Beatles passarono con i loro concerti anche in Italia, con un minitour organizzato e in ciascuno dei concerti – uno al pomeriggio e uno alla sera – suonarono per poco più di mezz'ora (preceduti da artisti rock italiani. Nonostante la brevità delle esibizioni dei Beatles, i fan accorsi in massa al Velodromo Vigorelli di Milano, al Palasport di Genova e al Teatro Adriano di Roma ne decretarono il boom anche nel nostro Paese, più di quanto già i loro album non avessero fatto.

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autore / Stefano Ursi
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