Dopo Leopardi, Germano diventa Nino Manfredi e apre Roma Fiction Fest

10 dicembre 2016 ore 15:07, Andrea Barcariol
Dopo aver interpretato Giacomo Leopardi, questa volta Elio Germano presterà volto e anima e a un celebre attore: Nino Manfredi, uno dei personaggi simbolo della commedia all'italiana. La fiction a lui dedicata "In arte Nino" ha inaugurato ieri sera (tra i titoli fuori concorso) la decima edizione del Roma Fiction Fest 2016. Il film racconta gli anni della formazione e degli esordi di Nino Manfredi, dal 1939 al 1959. Dalla tubercolosi, che colpì l’attore in giovane età, fino all’iscrizione alla facoltà di Giurisprudenza, e poi alla scoperta, quasi occasionale, della passione per la recitazione e l’ingresso nell’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico. 'In arte Nino' vede dietro la macchina da presa il figlio Luca Manfredi (prodotto dalla Compagnia Leone Cinematografica e destinato alla prima serata di Rai1) e Miriam Leone nel ruolo della moglie Erminia, rimasta al suo fianco per cinquanta anni. Fanno parte del cast anche Stefano Fresi, Duccio Camerini, Giorgio Tirabassi, Leo Gullotta, Paola Minaccioni.

Dopo Leopardi, Germano diventa Nino Manfredi e apre Roma Fiction Fest
“Questi grandi artisti erano percepiti dal pubblico quasi come delle persone di casa, perché erano uno specchio della nostra società. Quello era un cinema che aveva come obiettivo raccontare il nostro Paese, non si era per forza ossessionati dall’incasso e dal profitto, da queste logiche che oggi sono dominanti - spiega Elio Germano - Con questo film abbiamo cercato di fare anche questo: rendere omaggio a un’epoca, fatta non solo di attori, ma anche di spazzini, idraulici, muratori, di persone che si identificavano di più con il proprio lavoro, perché c’era ancora un’idea di collettività molto forte, che forse derivava dal nostro mondo contadino”.


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