Suona "L'ora legale": la satira di Ficarra e Picone è anti-grillina

15 gennaio 2017 ore 12:14, intelligo
Legalità: tutti la vogliono, ma sono davvero tutti disposti a farsene carico, anche quando c'è da modificare abitudini ormai consolidate? È questa la provocazione lanciata da Ficarra e Picone, dal 19 gennaio al cinema con “L'ora legale”. Scritto dal duo palermitano insieme a Edoardo De Angelis, Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini, si tratta della quinta pellicola da registi e della sesta da sceneggiatori per i due comici siciliani. 

Suona 'L'ora legale': la satira di Ficarra e Picone è anti-grillina


La trama è semplice: dopo anni di imbrogli e disonestà, lo storico sindaco di Pietrammare, paesino della Sicilia, Gaetano Patanè (Tony Sperandeo), viene finalmente mandato a casa. Nuovo primo cittadino è Pierpaolo Natoli (Vincenzo Amato), uno che ha promesso una rivoluzione all'insegna della legalità e del rispetto delle regole. Musica, per le orecchie dei pietrammarini, abituati ad anni di malaffare. In campagna elettorale, l'appello al cambiamento funziona. Quando, però, il nuovo sindaco si insedia, succede una cosa incredibile: Natoli mantiene le promesse. Comincia, quindi, a far rispettare la legge. E la impone a tutti, anche a quelli che, indignati contro Patané, avevano però a loro volta comportamenti non in regola. 

Ed è qui che comincia a salire il malumore contro il nuovo sindaco, perché se sbraitare contro il corrotto fa sempre avere consensi, imporre a tutti di sanare le proprie piccole illegalità rende decisamente impopolari. Insomma, il messaggio è chiaro: il cambiamento viene da noi, e se noi non siamo disposti a cambiare, la politica resta impotente. Come dire, in pratica, che gridare "onestà" non serve a migliorare le cose, se poi si ha un doppio standard etico. Che ci sia un messaggio criptico anti-grillino?
autore / intelligo
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