Il dramma della Bertè a Domenica Live: "Se avessi avuto il telefonino Mia sarebbe ancora viva"

15 maggio 2017 ore 8:52, Eleonora Baldo

I dolori che si celano nel profondo dell’animo di Loredana Bertè sono così profondi che a volte sembra che nemmeno lei stessa sia capace di trovare un fondo. Dalla sofferenza mai sopita per la morte della sorella Mia, grande interprete della musica italiana, alle violenze del padre su di lei e sulle sue sorelle, fino al tentativo di stupro che la rocker anni Ottanta ha subito da adolescente, la Bertè si è messa a nudo nel salotto pomeridiano di “Domenica Live” intervistata da Barbara D’Urso.

Per come parla della sorella, nonostante siano passati più di vent’anni, la ferita per la morte di Mia, affettuosamente Mimì, è ancora aperta. “Quando una è troppo brava, tu la distruggi, dicendo che porta male. Mimì non di drogava, si faceva qualche canna ogni tanto ma l’hanno infamata. Hanno scritto di tutto. Ancora la ricordano male” racconta con amarezza l’interprete di successi come “Il mare d’inverno”, ricordando il periodo buio che precedette la morte della sorella. Il dolore è ancora insopportabile, l’amarezza e il rimpianto per non aver potuto evitare la morte della grande Mia Martini forse è ancora di più, come testimoniano le parole rilasciate da Loredana a Barbara D’Urso: “Io mi sono colpevolizzata. Non ho fatto un viaggio di meno per starle vicino. Lei insistette tanto per darmi un telefonino, io non l’ho  voluto. Se quella sera l’avessi avuto, lei sarebbe ancora viva”. Una sofferenza senza fine da cui però la Bertè sta cercando, ora, a distanza di anni, di venire fuore, confessando che quest’anno a differenza degli altri anni ha cercato di non chiudersi in sé stessa, rifiutando qualsiasi contatto con il mondo esterno, come da sempre fatto tra il 12 e il 14 maggio, giorni del ritrovamento nel 1995 del corpo privo di vita della sorella, nella sua abitazione.

Il dramma della Bertè a Domenica Live: 'Se avessi avuto il telefonino Mia sarebbe ancora viva'

Ma con la D’Urso, la Bertè ha parlato anche della sua vita prima di quel tragico evento. Anche lì tanto dolore, per un padre violento – “Quando metteva la musica di Beethoven c’era il terrore. Era il segnale che avrebbe alzato le mani” – sia con lei che con le sorelle, e poi la confessione-shock dello stupro subito dalla cantante a sedici anni d’età, tradita proprio dal primo amore, trasformatosi nel peggiore degli incubi di una donna.

Ricordo che le mie amiche mi incoraggiavano ad avere una relazione. C’era un ragazzo che si comportava sempre in maniera gentile con me, mi corteggiava regalandomi mazzi di rose” anche se il migliore degli inizi si è ben presto rivelato il peggiore, come ha raccontato la cantante al pubblico di Domenica Live. Dopo averla condotta con l’inganno in un appartamento a Torino, l’ha picchiata e le ha strappato i vestiti. Appellandosi a tutta la forza che aveva in corpo la giovane Loredana riuscì a divincolarsi e a fuggire in strada, dove fu soccorsa da un taxista e portata in ospedale per un primo soccorso. “Ho odiato le mie amiche, non lo potevo neppure dire a mia madre, altrimenti mi avrebbe picchiata. Non ho più voluto vedere un uomo per tre-quattro anni” ha dichiarato la Bertè con ancora molta tristezza nei toni.

Certamente la vita non è stata tenera con la rocker italiana: la morte della sorella, il padre violento, lo stupro e il dolore per il matrimonio naufragato con il tennista Bjorn Borg. Speriamo che gli anni a venire le possano regalare la serenità e i sorrisi che le sono sempre mancat.


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