Weinstein cacciato dagli Academy: ora a rischio anche Cosby e Polanski

16 ottobre 2017 ore 9:11, Micaela Del Monte
"Non vogliamo solo separarci da qualcuno che non merita il rispetto dei suoi colleghi ma anche inviare un messaggio: l'era della deliberata ignoranza e della vergognosa complicità in un comportamento sessuale predatorio e di molestie sul lavoro nella nostra industria è finito". Queste le parole dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences – l’associazione che assegna gli Oscar – in merito all'espulsione di Harvey Weinstein. Ad appoggiare la decisione degli Academy anche tanti personaggi dello spettacolo come Mia Farrow che si è detta "Orgogliosa dell'Academy. Harvey Weinstein è fuori. Ce ne sono altri, ma speriamo di stare assistendo alla fine di una terribile epoca" e Ron Perlman, vincitore di un Golden Globe, che ha scritto: "Come membro della Academy sono orgoglioso della decisione di espellere Harvey Weinstein". Il produttore pluripremiato Jeff Most ha sottolineato: "I produttori godono di posizioni di potere uniche a Hollywood e questo potere deve essere gestito responsabilmente e con integrità. Altrimenti, come abbiamo visto, bisogna essere disposti a subirne le conseguenze".

La decisione è stata presa ieri dopo una riunione speciale del consiglio d’amministrazione dell’Academy, di cui fanno parte 54 membri tra i quali Steven Spielberg, Whoopi Goldberg e Tom Hanks. Weinstein quindi è la seconda persona a essere espulsa nella storia dell’Academy. Il primo era stato Carmine Caridi, un attore del Padrino espulso dall’associazione dopo che nel 2003 aveva condiviso con altri gli screener, i film che vengono dati in anteprima ai membri dell’Academy perché li possano valutare prima degli Oscar.

Ora però dopo il caso Winstein le espulsioni potrebbero essere molto più frequenti, da riaprire infatti ci sono altri casi come quello di di Bill Cosby, molto simile a quella di Weinstein: l'attore è infatti ancora sotto processo per le accuse di molestie sessuali mosse da decine di donne. E poi c'è il caso Polanski, costretto a lasciare gli Usa per evitare il carcere dopo l'accusa di aver stuprato una tredicenne nel 1977. E Mel Gibson, con le sue invettive antisemitiche e le violenze domestiche.
caricamento in corso...
caricamento in corso...