Beppe Fiorello in tv con "I Fantasmi di Portopalo": "Conosco questo eroe"

17 febbraio 2017 ore 10:10, Americo Mascarucci
Arriva la fiction televisiva I Fantasmi di Portopalo ispirata al naufragio di migranti avvenuto nel 1996 nel Canale di Sicilia.
Una tragedia rimasta nascosta per anni. Si tratta di una miniserie in due puntate in onda lunedì 20 e martedì 21 febbraio alle 21.10 su RaiUno. Beppe Fiorello interpreterà il pescatore Salvo Lupo l'unico che ebbe il coraggio di rompere il muro di omertà sulla tragedia, dopo che dalle reti dei pescatori emergevano scarpe, abiti e corpi. E così ben cinque anni dopo, nel 2001, si fece luce sulla tragedia e su quel cimitero in fondo al mare. Molti pescatori preferirono invece far finta di non vedere per paura che le autorità potessero interdire l'area alla pesca. 
La fiction è diretta da Alessandro Angelini con Giuseppe Fiorello nei panni di Salvo e Giuseppe Battiston in quelli del giornalista di Repubblica Giovanni Maria Bellu che con i suoi reportage portò alla luce il dramma di quei morti, pubblicando poi nel 2004 il libro I Fantasmi di Portopalo da cui stata tratta la miniserie.
Beppe Fiorello in tv con 'I Fantasmi di Portopalo': 'Conosco questo eroe'
 

"Ho comprato i diritti del libro e per anni ha cercato di realizzare il film. Conosco benissimo questo pescatore-eroe che ha permesso di far luce sulla tragedia" spiega Fiorello che è anche sceneggiatore con Angelini, Salvatore Basile, Paolo Logli e Alessandro Pondi.  
A Repubblica spiega: "Un pescatore sa che in mare esiste una sola legge, quella del soccorso. Qui per lungo tempo, per sopravvivere, perché con un’inchiesta le autorità avrebbero chiuso la zona di pesca, molti pescatori scelsero di non parlare, di non raccontare cosa succedeva quando tiravano su le reti. Quando abbiamo girato sul peschereccio la scena dei corpi finiti nelle reti che venivano rigettati in mare, c’era un silenzio irreale. I pescatori che ci accompagnavano avevano le lacrime agli occhi".
Poi Fiorello aggiunge: 
"I Fantasmi di Portopalo non solo è un film di impegno civile ma soprattutto racconta con chiarezza che la società civile è la vera politica del paese. E' un argomento facile da strumentalizzare. Sono contrario alla gestione dell'immigrazione fatta di muri e blocchi. Ma sappiamo che ci sarà qualcuno domani pronto ad affermare: 'Allora portateli a casa tua, visto che sei ricco e famoso'. Non c'è una soluzione politica. L'emergenza migranti non è un problema, se gestita bene. Certo, se li lasciamo stipati nelle palestre, allora qualcuno può diventare braccio armato per spaccio e violenza. Ma allo stesso tempo soluzioni virtuose esistono. Non dobbiamo nasconderci dietro a un dito. La mafia si nutre dell'immigrazione e ne ha fatto diventare un business di altissimo livello". 
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