1993 La Serie, Accorsi deus ex machina tra personaggi in crisi: recensione

17 maggio 2017 ore 9:30, Andrea Barcariol
Si apre con il lancio di monetine a Bettino Craxi, la sera del 30 aprile 1993, all'uscita dall'hotel Raphaël di Roma. La serie 1993 ha scelto un giorno divenuto un simbolo nella storia d'Italia per ripartire e cercare di migliorare quanto fatto con 1992 (impresa sicuramente non molto difficile). A giudicare dalla prime due puntate effettivamente un piccolo salto di qualità c'è stato, anche dal punto di vista della colonna sonora, ma gli eventi appaiono ancora scollegati, i personaggi sono in cerca di profondità (tutti rigorosamente in crisi) e manca un po' di ritmo.

1993 La Serie, Accorsi deus ex machina tra personaggi in crisi: recensione
Il momento è quello dell'ingresso sulla scena politica di Silvio Berlusconi che Leonardo Notte cerca in tutti i modi di convincere a "scendere in campo" per occupare quel vuoto di potere lasciato dai partiti tradizionali, in balia delle inchieste del pool di Mani Pulite, che sta lavorando per trovare le prove della maxi-tangente Enimont. Berlusconi però sembra più interessato al Milan (in finale di Champions contro il Marsiglia) che alla politica anche per la campagna mediatica in atto contro di lui. Su quest'asse principale si innestano le storie degli altri personaggi principali: la bellissima soubrette televisiva Veronica, interpreta da Miriam Leone, lo sbirro malato Luca Pastore, il pm Antonio Di Pietro e il leghista Pietro Bosco, ex-compagno di Veronica, violento, volgare e sistematicamente ubriaco.
La puntata si chiude il 14 maggio 1993, sera dell'attentato in via Fauro, i cui obiettivi erano Maurizio Costanzo e Maria De Filippi.

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