Morto il "berlusconiano" Boncompagni: ateo di sinistra con funerali alla Fo

18 aprile 2017 ore 12:37, Americo Mascarucci
Appena due mesi fa Intelligonews si era occupato di lui chiedendosi che fine avesse fatto. Perché lui era la storia della televisione italiana, ideatore di grandi programmi di successo della Rai e di Mediaset, creatore di format originali e controcorrente. Gianni Boncompagni è morto a Roma a 84 anni, è morto da ateo e fino alla fine ha rifiutato Dio non volendo funerali religiosi. Di lui restano trasmissioni innovative e rivoluzionarie, e personaggi dello schermo che dal nulla, grazie a "papà Gianni" hanno poi avuto una brillante e fortunata carriera.
Il suo prodotto senza dubbio più riuscito è stata Ambra Angiolini, creata davvero dal nulla, un'adolescente come tante, mandata "allo sbando" in prima linea alla guida di un programma di punta, Non è la Rai, teleguidata con l'auricolare dal pigmalione che dalla regia le suggeriva parola per parola, anche il colpo di tosse. I critici televisivi massacrarono quella ragazzina e il suo mentore per mesi e anni profetizzando per la giovane riccioluta una fine ingloriosa. Oggi Ambra non solo non è finita, ma è un'attrice di successo. Merito di lui, il Gianni, grande scopritore di talenti.
Morto il 'berlusconiano' Boncompagni: ateo di sinistra con funerali alla Fo

LA CARRIERA - Ma la carriera di Boncompagni non è certo solo Ambra e Non è la Rai. Nel 1977 approda sugli schermi tv della RAI, dove conduce il programma musicale Discoring, anche questo di straordinario successo: fu uno dei primi programmi musicali destinato a un pubblico esclusivamente giovanile, con un proprio gergo, e con le ultime tendenze del momento sia musicali sia nell'abbigliamento. 
Da allora le esperienze televisive si susseguirono continuamente: Superstar e Drim nel 1980, dopodiché - per quasi 10 anni in coppia con Giancarlo Magalli come autore - Sotto le stelle e Che Patatrac nel 1981, Illusione, musica, balletto e altro nel 1982 e Galassia 2 nel 1983.
Ma negli anni Ottanta si conferma soprattutto come autore e regista di trasmissioni di grande successo popolare grazie a Pronto, Raffaella? (1983/1985), che consacrò la sua ex compagna Raffaella Carrà con il titolo di Personaggio televisivo femminile a livello europeo consegnato dalla European TV Magazines Association nel 1984 e per la quale scrisse spesso i testi di alcune delle sue più famose canzoni. Proseguì con Pronto, chi gioca? (1985/1987), che lanciò la carriera televisiva di Enrica Bonaccorti. Dal 1987 al 1990 curò l'ideazione e la realizzazione di Domenica In, dove sdoganò Edwige Fenech - già famosa come icona sexy grazie ai film scollacciati degli anni Settanta - e Marisa Laurito, che grazie a lui consolidò la sua fama televisiva. Fu proprio a Domenica In che nacque l'idea a basso costo del cruciverbone e del pubblico di ragazzine figuranti, dotate di talento o semplicemente carine e petulanti, che preludevano quelle che saranno poi protagoniste di Non è la RAI.

IN FININVEST - Nel 1991 il passaggio alle reti Fininvest (oggi Mediaset) con Non è la RAI: l'ennesimo programma di culto con Enrica Bonaccorti, in onda fino al 1995. In quelle quattro edizioni Boncompagni è stato sempre al centro delle attenzioni dei media a causa degli scandali legati al programma condotto dalla ancora minorenne Ambra Angiolini. Lo stesso anno realizzò anche Primadonna con Eva Robin's, seguito da Bulli & pupe (1992)[6] e Rock 'n' Roll (1993), praticamente degli spin-off nati dal successo della trasmissione pomeridiana. Il suo alter ego in quel periodo era Irene Ghergo, coautrice dei suoi programmi.
Oltre ad Ambra, che all'epoca fu un vero e proprio fenomeno di costume da Non è la RAI furono moltissime le personalità del mondo dello spettacolo che ebbero il loro debutto e che in seguito si distinsero in vari campi dello spettacolo: da Claudia Gerini a Laura Freddi, da Sabrina Impacciatore a Nicole Grimaudo, da Antonella Elia a Miriana Trevisan e Francesca Gollini. Nella stagione 1995/1996 collaborò ad un ultimo programma in Mediaset: il pomeridiano Casa Castagna, presentato da Alberto Castagna.
Tornato in RAI, nella stagione 1997/1998 realizzò Macao, con Alba Parietti nella prima edizione e nella seconda con "PI" (personaggio creato graficamente per sopperire all'abbandono della Parietti): 
Sempre nel 1998 realizza per Raidue il programma di prima serata Crociera, condotto da Nancy Brilli: gli ascolti sono molto bassi e la trasmissione viene soppressa dopo una sola puntata. Ha inoltre fatto parte della Commissione Artistica del Festival di Sanremo 1998 ed ha collaborato con Piero Chiambretti per Chiambretti c'è (2001-2003). Sempre nell'estate 2003 ha curato la trasmissione dell'access prime time di Rai 1 Telefonate al buio, condotta da Mara Venier.
Nella stagione 2005/2006 avrebbe dovuto tornare a curare Domenica In, abbandonando tuttavia la trasmissione dopo la prima puntata. Nel 2008 è tornato a lavorare come autore per Raffaella Carrà nella nuova edizione di Carràmba che fortuna, mentre nel 2011 ha partecipato come giurato a Lasciami cantare!, talent show canoro di Raiuno.

LA POLITICA - Nonostante fosse stato accusato ai tempi di Non è La Rai di essere un militante berlusconiano e di aver spesso pilotato tramite Ambra messaggi favorevoli a Forza Italia e al Polo di centrodestra (come dimenticare il famoso diavoletto con le sembianze di Achille Occhetto) Boncompagni si è sempre dichiarato di sinistra oltre che ateo. Infatti i suoi funerali saranno celebrati in forma laica. Del resto non poteva essere diversamente visto che lui in Rai, insieme ad Arbore, ha sempre incarnato l'anima anti - bigotta in un'epoca in cui il dominio democristiano imponeva ancora un certo "moralismo da parrocchia". E anche lui, come tutti gli atei orgogliosi di definirsi tali è qualche volta caduto nella presunzione di banalizzare la religione e la figura stessa di Dio attirandosi le critiche del mondo cattolico. Lui che alla fine non aveva certo bisogno di sbandierare l'ateismo per passare alla storia.....della Tv. 

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