30 anni di volgari e originali Simpson travolti da polemiche

20 aprile 2017 ore 7:03, intelligo

di Eleonora Baldo


Alzi la mano chi, appartenente alla generazione a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, non ha mai pronunciato la fatidica frase “Ciucciati il calzino” rivolgendosi, tra il serio e faceto, a qualche compagno di classe particolarmente fastidioso. O chi non ha mai temuto di incappare nella più temuta delle punizioni tra gli scolari, scrivere e riscrivere alla lavagna una frase di ammonimento del tipo “non devo scrivere sui muri” come capitava spesso e volentieri al discolo Bart Simpson, discolo primogenito di Homer e Marge Simpson. 

Probabilmente nessuno avrà il coraggio di fare pubblica ammenda e ammettere di rientrare in una delle due categorie sopracitate, anche se in molti ricorderanno le corse forsennate al rientro da scuola per arrivare in tempo davanti la Tv e gustarsi - è proprio il caso di dirlo, visto l’orario di messa in onda - la quotidiana puntata de “I Simpson”che, con la loro simpatica volgarità senza filtri, sono entrati a far parte della vita di ognuno di noi, dando vita ad un vero e proprio fenomeno di costume.

30 anni di volgari e originali Simpson travolti da polemiche

Di strada ne ha fatta la famigliola di Springfield, immaginario paese-caricatura americano, da quel lontano 1 ottobre 1991 - giorno della prima messa in onda nel nostro Paese, sul canale Mediaset Italia 1 - ad oggi e, dopo oltre 600 puntate, se siamo ancora qui a parlarne in occasione dei festeggiamenti per la ricorrenza dei 30 anni dal lancio in America - correva l'anno 1987 - si può affermare con quasi assoluta certezza che l’affetto dei fan non è mai venuto meno. Sarà per il loro linguaggio scurrile ma così reale, sarà per i pregi e difetti che li rendono cosi simili ad una famiglia qualunque, ma come non provare simpatia per l’indolenza di Homer, responsabile per la sicurezza della centrale nucleare di Springfield, che passa il proprio tempo libero a sorseggiare birra in divano (sacrilegio!) guardando la Tv ed esprimendo il proprio apprezzamento con rumorosi reflussi gastroesofagei, o per la casalinga Marge, tutta casa, famiglia e parruccone? Per non parlare di Bart, Lisa e la piccola Maggie: chi di noi non ha in famiglia un fratello irriverente e refrattario alle regole come Bart, o una sorella perfettina e super diligente come Lisa?

Se dovessimo riassumere in poche parole i motivi del successo dei “politicamente scorretti” Simpson, dovremmo ammettere, forse con un po’ di finto pudore, che il segreto sta proprio nella loro volgarità senza falsi perbenismi che, al di là delle numerose polemiche che li hanno investiti negli anni, senza mai di fatto scalfirli, è proprio ciò che ce li fa piacere così tanto, forse perché mostrano il nostro lato più oscuro ed umano, quello che abbiamo il coraggio di manifestare solo all’interno delle nostre mura domestiche, in ossequio al detto per cui “casa è quel posto in cui puoi sentirti brutto senza vergognartene”, sostentandoci come Homer di cibo spazzatura, abbandonandoci sul divano con la tuta più brutta dell’armadio e magari esclamando qualche volgarità davanti al televisore che non funziona e sfilandoci, almeno per la durata della puntata, la maschera da persone fintamente perfette ed ineccepibili che indossiamo per il resto della giornata. Che liberazione!



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