"Rimetti a noi i nostri debiti": Giallini e Santamaria, recupero crediti "alla spagnola"

22 gennaio 2017 ore 11:29, Adriano Scianca
Un mestiere ai bordi della legalità, al confine pericoloso con l'usura. È l'ambito del recupero crediti, portato sul grande schermo dal film Rimetti a noi i nostri debiti, giunto a fine lavorazione con la regia del toscano Antonio Morabito. I due esattori protagonisti del film sono Marco Giallini, nella parte del veterano del mestiere, e Claudio Santamaria, passato dalla parte dei “cattivi” per non aver potuto a sua volta saldare un debito. 

'Rimetti a noi i nostri debiti': Giallini e Santamaria, recupero crediti 'alla spagnola'

Due personaggi che non sono tecnicamente dei delinquenti, ma che “lavorano” cercando di intimidire i debitori, con tecniche che vanno dalla minaccia allo stalking, fino alla violenza e all'illegalità vera e propria. “L'idea per la storia – spiega il regista - l'ho avuta da un articolo di 'El Pais' che trattava del 'Cobrador del frac' una società di recuperatori di credito spagnoli che vanno dai loro debitori vestiti in eleganti frac facendoli vergognare e mettendoli alla gogna, esercitando un vero e proprio stalking. Poi avevo letto che in Italia è legale per le banche vendere pratiche con debitore annesso, a società di recupero crediti. E' quello che succede nel film”. 

Il Cobrador del frac, in Spagna, è una sorta di istituzione, perfettamente regolamentata e con un suo codice etico. Si presenta di fronte a casa o sul luogo dell'attività morosa, con abiti super-eleganti e macchina con il marchio dell'esattore. Proprio la notorietà del mestiere dà luogo a una pubblica gogna: l'uomo in frac fuori dalla propria abitazione comunica a tutti che lì dentro abita una persona in difficoltà finanziarie. Tanto basta, spesso, per spingere le persone a pagare. Una sorta di recupero crediti non violento. Differente, però, da quanto messo in scena da Giallini e Santamaria, che danno vita a due personaggi più cinici e cattivi. La tecnica di recupero crediti dei due è definita da Morabito ''tragicomica e bizzarra''. Si sviluppa ''in tre fasi - dice Giallini -. Dalle due chiacchiere, al fare paura fino a scivolare nell'illegalità''. In alcun momenti ''ci sono anche toni da black comedy'' commenta il produttore Amedeo Pagani. “Raccontiamo personaggi che nella realtà possono agire grazie al vuoto normativo e alla corruzione''.
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