Chi è la “vera” Jessica Rabbit e che ne è di lei? Storia di Vikki Dougan

22 maggio 2017 ore 12:43, intelligo
Chi è la “vera” Jessica Rabbit e che ne è di lei? Se avete perso la visione di un divertentissimo capolavoro come è “Chi ha incastrato Roger Rabbit” di Robert Zemeckis per la produzione dei Walt Disney Animation Studios, Touchstone Pictures, Amblin Entertainment e Silver Screen Partners, ebbene prima di tutto peggio per voi, e poi correte a procurarvi una copia del film in questione, assolutamente imperdibile. 
Chi è la “vera” Jessica Rabbit e che ne è di lei? Storia di Vikki Dougan
Se invece come la maggior parte di noi, “Chi ha incastrato Roger Rabbit” è una conosciutissima pellicola, magari più volte vista e applaudita, allora vi sarete anche voi chiesti da chi gli autori presero spunto per il personaggio di Jessica Rabbit, la seducente, ammaliante, fascinosa moglie del coniglio. La bellezza esplosiva inguainata in abiti che - nel suo caso ben si può dire… ve la ricordate la frase storica “io non sono cattiva, mi disegnano così”? -  le furono letteralmente disegnati addosso, con scollature vertiginose sia avanti che dietro, mitigate solo dalla folta e lunga chioma rossa, tutta ad ondeggiare di qua e di là ma sempre coprendole un lato del viso, tanto da rendere il personaggio ancora più misterioso e, allo stesso tempo, accattivante. Un incredibile cartone animato, con una voce roca e profonda, capace di far sognare anche uomini in carne ed ossa, e non solo sul film… 
All’inizio, nell’immediatezza dell’uscita della pellicola nelle sale, a un primo impatto qualcuno paragonò Jessica Rabbit a una famosissima attrice degli anni ’40, Veronica Lake. Veronica, all’epoca del suo fulgore nota soprattutto per le sue pellicole in coppia con Alan Ladd, aveva come caratteristica una pettinatura denominata peekaboo bang, che le copriva metà del volto, tutta onde fluttuanti. Ma a parte questo, era ben lontana dal personaggio di Jessica Rabbit che prima di tutto, a differenza di Veronica, è un’esplosiva rossa e non un’algida bionda. Inoltre, Jessica Rabbit ha una sfrontatezza che Veronica Lake non si è mai nemmeno sognata di possedere. Non ultima tra le diversità, c’è il fisico: Veronica era filiforme, e molto bassa, appena 1,51, tanto è vero che girò spesso in coppia con Alan Ladd proprio perché lui era il più basso tra gli attori in voga in quel momento, e quindi in grado di non sovrastare troppo l’attrice. Dunque, davvero gli autori di Jessica Rabbit potevano aver preso spunto dalla Lake per il loro personaggio? Ebbene, no. Alla fine, dopo qualche reticenza, confessarono e fecero il nome della loro “fonte” di ispirazione. 
Lei si chiama Vikki Dougan, classe 1929, modella e attrice americana, da noi praticamente sconosciuta. Cresciuta con l’idea fissa di diventare famosa e di calcare le tavole del palcoscenico, Vikki comincia la carriera di indossatrice giovanissima. In seguito, all’inizio degli anni ’50, conquista una discreta notorietà indossando abiti dalle profondissime scollature sulla schiena, alcuni addirittura ai limiti della decenza e magari qualche volta anche oltre, infatti non mancheranno i casi in cui verrà addirittura allontanata dall’evento a cui sta presenziando perché il suo abito viene ritenuto troppo audace. La trovata di quella che possiamo definire una sorta di strategia per risalire la vorticosa corrente della notorietà, venne al pubblicitario Milton Weiss, che immaginò di puntare sulla schiena nuda di Vikki a contrasto con i grandi seni delle maggiorate che all’epoca erano di gran moda, come ad esempio l’attrice Jayne Mansfield . Non fu un’idea peregrina, e alla fine diede i suoi frutti: scollatura esagerata dopo scollatura esagerata, Vikki si guadagnò il nomignolo “The back”, che le portò degli ingaggi nel mondo della moda e, soprattutto, della pubblicità dove fu iscritta nella breve liste delle pin-up più ricercate e desiderate d’America. Non a caso nel 1953 Ralph Crane, uno dei fotografi pubblicitari più noti degli States la immortalò per vari servizi su Life Magazine, fino a farla comparire sulla copertina del settimanale il 26 ottobre di quell’anno, scandalizzando non poco l’allora ancora bacchettona società hollywoodiana.  
Vikki non se ne faceva certo un problema, ma cavalcava felice l’onda. La notorietà così conquistata le fece ottenere anche delle piccole parti cinematografiche a cominciare dalla pellicola drammatica Ritorno dall’eternità, del 1956 per la regia di John Farrow, il padre dell’attrice Mia Farrow. Nel giugno dell’anno successivo, la Dougan arrivò su PlayBoy, esperienza che ripeterà qualche anno dopo, nel 1962, sempre con i suoi abiti iper-scollati sulla schiena che, a questo punto, scoprono parecchio anche del suo lato B. La notorietà della modella viene celebrata perfino in una canzone di un gruppo americano di musica folk, i The Limeliters, che le dedicarono un brano inserito in un loro album, The Slightly Fabulous Limeliters.
La sensuale Vikki si scatenò poi nel 1964  quando il periodico Cavalier pubblicò un piccante servizio composto da 12 sue fotografie completamente nuda, presentate con il titolo “The Back is Back”. La modella fece causa al periodico sostenendo che le foto erano state scattate per Play Boy a cui però lei stessa aveva in seguito vietato la pubblicazione. In compenso, in quegli anni prima che l’anonimato tornasse ad avvolgerla, anche quello scandalo le fu utile per ottenere copertine e comparsate e anche per farle vivere tempestose e brevi storie sentimentali con molti uomini famosi, tra cui Frank Sinatra. Poi anche la schiena nuda della Dougan divenne “obsoleta” e col cambiare delle mode sicuramente troppo casta, così che Vikki si ritirò a vita priva.
In un’intervista rilasciata nel 2013 a un importante settimanale americano, Vikki Dougan apparsa tra l’altro in grandissima forma e sicuramente con un’immagine ben lontana dagli oltre ottant’anni che ha, si è concessa un aneddoto: “Dicono che il film "Chi ha incastrato Roger Rabbit?" abbia fatto più soldi di qualunque altro film. Non ho dato io la voce a Jessica Rabbit, ma hanno deciso di fare una caricatura del mio aspetto. Lo so che non ci crederete, ma non ho mai visto il film. Ho solo un poster di Jessica che ho deciso di aprire solo dopo 9 anni che lo possedevo".  Beh, che dire: sfrontata, sensuale ma per niente curiosa…

#jessicarabbit #vikkidougan #rabbit

di Anna Paratore
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...