Ozpetek con "Rosso Istanbul" fra nostalgia e protesta anti-Erdogan

24 febbraio 2017 ore 16:24, Americo Mascarucci
Il 2 marzo arriverà nelle sale cinematografiche Rosso Istanbul il film del regista turco Ferzan Ozpetek, liberamente ispirato all'omonimo bestseller edito da Mondadori.
Il film interpretato esclusivamente da attori turchi è stato girato a Istanbul proprio nei giorni caldi delle proteste anti-Erdogan e delle violente repressioni della Polizia.
Tuttavia il regista ci tiene a precisare che non sarà un film di propaganda a favore o contro nessuno, pur mettendo in risalto le paure e l'inquietudine della gente per ciò che tutto intorno si stava verificando.
Ozpetek con 'Rosso Istanbul' fra nostalgia e protesta anti-Erdogan

La trama
Il film autobiografico racconta il ritorno dall'estero a Istanbul dello scrittore-editore Orhan Sahin (Halit Ergenc) su invito del famoso regista Deniz Soysal (Nejat Isler) per lavorare al suo libro. Il riservato Orhan entra così nella bizzarra famiglia del misterioso Deniz. Incontra l'ingombrante madre e soprattutto Neval (Tuba Buyukustun) e Yusuf (Mehmet Gunsur) i due personaggi a cui Deniz è più legato. A un certo punto il regista scompare e il ritorno a casa di Orhan si riempie, allo stesso tempo, di un amore impossibile, di nostalgia e anche dalla voglia di tornare a creare in prima persona
La nostalgia dunque sembra essere il filo conduttore del film autobiografico in cui si riconoscono personaggi importanti della vita di Ferzan.
"Certo che ci sono ricordi in questo film - spiega il regista - Ad esempio quando la famiglia di Deniz trasloca dalla sua casa sul Bosforo, mi ha ricordato la mia infanzia quando abbiamo appunto traslocato in un appartamento, dovendo lasciare parte dei nostri mobili ricoperti da lenzuoli come fantasmi. Anche il personaggio della madre di Deniz - spiega ancora Ozpetek - l'ho rappresentata proprio come era la mia. Mio fratello mi ha chiamato per questo dicendomi: l'hai fatta come mamma". 
Il regista non nasconde la sofferenza nel girare il film in mezzo all'aria pesante di Istanbul divisa a metà fra la piazza che protestava e la Polizia che reprimeva il dissenso con gli arresti di massa ordinati da Erdogan contro gli oppositori politici.
"Durante le riprese del film - ammette - mi sembrava di perdere continuamente questa città, la sentivo quasi sfumare nell'incertezza di un'aria pesante e inquieta".
Aria pesante e inquieta che il film sembra rappresentare proprio nello sgomento dei personaggi angosciati del loro futuro. 
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