George Michael è morto: il suo Last Christmas dopo una vita di eccessi

26 dicembre 2016 ore 10:16, intelligo
di Anna Paratore

Il bisesto 2016 è stato un anno davvero funesto per la musica mondiale. Si è portato via la super star del rock David Bowie; il chitarrista degli Eagles Glen Frey; la pop star Prince; il cantante Black (il vero nome era Colin Vearncombe), l'autore di Wonderful Life; il chitarrista dei Jefferson Airplane, Paul Kantner, simbolo di Woodstock; Maurice White, fondatore e leader degli Earth, Wind & Fire; Keith Emerson, uno dei musicisti simbolo del Progressive insieme a Greg Lake, membro e cofondatore dei gruppi rock progressivo King Crimson ed Emerson, Lake & Palme; Peter Burns, frontman dei Dead or Alive; Leonard Cohen, cantante canadese e uno dei personaggi più influenti della musica del Novecento, e per finire i giovani meno conosciuti ma pur apprezzati Vittorio Bos Andrei, noto con il nome di Cranio Randagio, e la cantante ed ex finalista di The Voice, Silvia Capasso. Una drammatica messe che il 25 di dicembre ha visto aggiungersi al questo funesto elenco anche il nome di George Michael, star del pop in tutto il mondo. Quella che per molti anni avrebbe dovuto essere una delle voci più belle nel mondo della musica internazionale insieme a quella di Freddie Mercury, era nata a Londra, il 25 giugno del 1963 da padre greco-cipriota e mamma inglese. Il suo nome era Georgios Kyriacos Panayiotou, in arte George Michael. Per George Michael tutto inizia ai tempi della scuola, quando insieme a tre amici fonda la sua prima band. Per un po’ i quattro vanno in giro a cantare in piccoli locali, ma poi Michael e il suo amico del cuore, Andrew Ridgeley, si staccano e formano il duo degli Wham!, e gli Wham sono fortunati. Una loro demo finisce nelle mani giuste e i due ragazzi firmano il loro primo contratto con una piccola etichetta, la Innervision. Il 1982 segna l’uscita dei loro primi due 45 giri. Nel 1983 arriva il primo album, Fantastic che contiene un brano, Club Tropicana destinato ad ottenere un successo senza precedenti. L’immagine che i due componenti dei Wham! offrono di se stessi, tutta abiti di pelle e sguardo truce, li trasforma da primo gruppo di rap bianco a divi del pop soul che si rifanno nemmeno troppo velatamente ai mitici Motown. Vanno forte, ma per arrivare al successo internazionale si devono liberare del contratto con la Innervision e passare a una nuova etichetta, la major CBS con cui nel 1984 lanciano l’album Make it Big che li farà conoscere in tutta Europa. Alcuni brani dell’album, e altri che arrivano subito dopo sono poi a diventare immortali e a segnare l’ingresso degli Wham! in generale e di George Michael – che oltre a cantarli la maggior parte di quei brani li compone pure - nell’Olimpo della musica modera. Giusto per ricordarli citiamo Wake me up before you go go (vincitore del premio come copie vendute in un solo giorno: 100.000), Freedom, Careless Whisper e Everything she wants… e ora alzi la mano chi non ne ha canticchiato o ballato uno almeno una volta. Nel 1986 arriva l’album The Final, un compendio di tutti i successi già usciti più alcuni inediti tra cui The edge of heaven e Where did your heart go, cover degli Was not was e l’indimenticabile canzone di Natale Last Christmas .

George Michael è morto: il suo Last Christmas dopo una vita di eccessi
The Final ha anche un’altra caratteristica: annuncia lo scioglimento pacifico degli Wham! che avviene nel mese di giugno con un memorabile concerto allo stadio di Wembley. A consolare i milioni di fan disperati c’è solo la notizia che George Michael continuerà a cantare come solista. Così, sempre lo stesso anno, George fa uscire il singolo A different corner che in un certo senso seguente a quello che è stato il primo vero single del cantante, quel Careless Whisper che tanta fama gli ha portato, e duetta con Aretha Franklin in I knew you were waiting for me. L’anno successivo arriva anche il primo album da solita, Faith, trainato da 6 sigle tutti destinati a diventare grandi successi e che si rivelerà un inno al sesso sicuro. E’ grazie proprio a Faith che Michael sbarca negli States, dopo con un tour durato ben due anni, si fa conoscere da tutti diventando ben presto un mito, tanto da vincere due Grammy Award e a vendere 17 milioni di dischi. Un suo brano, però, riceve anche una pesante stroncatura. Si tratta di I want your sex, che era stato anche inserito nella colonna sonora di Beverly Hills Cop II - Un piedipiatti a Beverly Hills II, pellicola di successo di Tony Scott con Eddy Murphy, e che si aggiudica un Razzie Award come peggio canzone dell’anno. Incredibile se si pensa che in Inghilterra lo stesso brano sarà invece per 10 settimane al terzo posto nelle classifiche di vendita. All’inizio degli anni ’90 Michael pubblica Listen Without Prejudice dove per la prima volta la sua immagine non compare in copertina, né ci sono video d’appoggio al CD e nemmeno battage pubblicitario. Una nuova scelta per Michael, che ha deciso di andare in contro tendenza. Eppure l’album è un grande successo, e il pubblico da un certo punto di vista scopre un Michael-bis, pieno di simpatia e sfrontatezza, tutto sesso, talento e spettacolarità che lo faranno diventare presto una delle stelle pop più apprezzate di sempre.

Ma George Michael non è solo quello che i suoi fan percepiscono, prima lo sfrontato ragazzotto dai giubbotti di pelle nera aperti sul torace nudo, all’epoca dei Wham!, idolo sexy delle ragazzine, e poi il giovane uomo seducente dall’immagine pulita, positiva e rassicurante come scrive Mario Luzzatto Fegiz per il Corriere, quando si lancia come solita. George ha anche una vita di eccessi, la guida in stato di ebbrezza, l’uso di droghe, l’omosessualità che ritarda a dichiarare, dopo che per anni si è offerto al pubblico come tombeur de femmes, il difficile rapporto col suo compagno di sempre, Kenny Gross. Deve infatti arrivare il 1998 perché Michael faccia coming out e tutto avviene solo in seguito a uno scandalo: il cantante viene immortalato da un paparazzo mentre tenta di adescare un poliziotto in borghese della buoncostume, che prontamente lo denuncia. In seguito, sarà anche attaccato da Elton John che lo accuserà si non essere stato abbastanza esplicito sulle sue tendenze sessuali. Ma di George Michael va anche ricordato l’impegno sociale contro il razzismo, e a favore di tante campagne sociali, non ultime quelle a favore del sesso protetto e consapevole. I suoi album Older (1996), Songs from the Last Century (1999), Patience (2004), Symphonica (2014), insieme alle raccolte Ladies &Gentlemen – The Best of George Michael (1998) e Twenty Five (2006), insieme agli altri album e pezzi già citati, hanno permesso a George Michael di vendere ben 100 milioni di dischi venduti. George Michael se n’è andato il 25 di dicembre, nella sua casa inglese, dove alcuni famigliari l’hanno rinvenuto privo di vita. A loro dire, le cause del decesso sarebbero ascrivibili a una crisi cardiaca, ma sarà comunque l’autopsia a dire l’ultima parola sulla scomparsa a soli 53 anni di questo artista eccezionale e, per certi versi, controverso.
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