Kiev nega la partecipazione alla cantante russa disabile, Mosca boicotta l’Eurovision 2017

28 aprile 2017 ore 17:03, intelligo

Il festival musicale Eurovision Song Contest 2017 quest’anno si terrà dal 9 al 13 maggio a Kiev e passerà nella storia anche come un incidente diplomatico tra la Russia e l’Ucraina. Quest’anno la Russia, dopo aver vinto l’anno scorso il secondo posto, ha deciso di boicottare il Festival. Le tensioni tra i due stati post-sovietici sono iniziate già durante la scorsa edizione, quando la competizione musicale è stata vinta dalla cantante ucraina, che si è esibita con un brano non privo di connotazioni politiche anti-russe. La canzone dal titolo “1944” presentata dalla concorrente ucraina Jamala parlava della deportazione dei tartari dalla Crimea durante la Seconda Guerra Mondiale, considerati da Stalin come potenziali collaborazionisti dell’Asse. Il riferimento storico, contenente degli indiretti riferimenti all’attualità, ha scatenato diverse polemiche sia in Russia che in Ucraina. Queste diatribe soprattutto mediatiche non erano nulla a confronto con lo scandalo diplomatico di quest’anno, avvenuto per ben altre ragioni.

Kiev nega la partecipazione alla cantante russa disabile, Mosca boicotta l’Eurovision 2017

IL SOGNO DISTRUTTO – Yuliya Samoilova, classe 1989, una ragazza russa diversamente abile ha dovuto partecipare all’Eurovision 2017 a Kiev con il brano "Flame is burning". La partecipazione della concorrente russa viene negata 22 marzo, quando i servizi di sicurezza ucraini proibiscono a Samoilova l’ingresso nel paese per tre anni. Il pretesto per ostacolare la partecipazione della ragazza russa? Aver partecipato ad un concerto nel 2015 svoltosi nella Crimea “occupata”. Probabilmente, per riparare al danno morale, a seguito delle porte chiuse di Kiev, lo stato russo ha dato a Samoilova l’opportunità di esibirsi insieme al coro maschile “Sorok Sorokov” il 26 aprile presso la cattedrale San Cristo Salvatore a Mosca per il concerto di Pasqua con un brano intitolato “Preghiera”. Intanto è stato confermato che al posto di partecipare all’Eurovision la cantante russa si recherà nuovamente per un concerto in Crimea dedicato ai festeggiamenti della vittoria sovietica nella Grande Guerra Patriottica il 9 maggio, lo stesso giorno in cui avrà inizio l’Eurovision a Kiev. Il Primo Canale della televisione di Stato russo ha proposto la candidatura di Yuliya all’Eurovision Song Contest 2018, rifiutando allo stesso tempo di mandare in onda in Russia la tradizionale diretta del festival della canzone europea nel 2017. Il centro di ricerca dell’opinione pubblica russo VITSOM ha pubblicato il sondaggio da cui risulta che solo il 18% dei cittadini russi si è dichiarato contrario al boicottaggio della trasmissione.

LE POLEMICHE ATTORNO AL FESTIVAL  Di fronte alla scelta di Kiev, nuovamente legata alle motivazioni politiche, primo vice ministro degli Esteri russo Grigori Karasin, ha definito la decisione ucraina come "obbrobriosa, cinica e inumana”. In realtà il festival Eurovision risulta essere un argomento particolarmente polemico in Russia dal 2014, quando la competizione era vinta dalla transessuale Concita Wurst. Già allora erano arrivate le prime proposte di boicottaggio dei Eurovision. Denis Khmelevskoj, il deputato della Duma di Krasnodar, ad esempio, si è rivolto al Ministro della Cultura russo, dicendo che non va bene che il popolo russo partecipi ad uno shapiteau dove vincono gli artisti con un orientamento sessuale incerto, facendo propaganda dei nuovi “valori europei”. Nel caso della partecipazione di Samoilova i disappunti però sono arrivati anche dall’Unione Europea. In una lettera al Primo Ministro ucraino Vladimir Groisman scritta dal direttore generale della European Broadcasting Union (EBU) Ingrid Deltenre, il divieto di partecipazione a Samoilova all'Eurovision 2017 è stato definito come “inaccettabile”.

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Di Irina Osipova

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