"Oscar so black", vince Moonlight ma non convince: inno al pensiero unico

28 febbraio 2017 ore 14:02, Adriano Scianca
“Oscar so black”, si potrebbe dire, parafrasando lo slogan (“Oscar so white”) con cui, l'anno scorso, era stata denunciata l'eccessiva – secondo alcuni – presenza di attori bianchi nelle nomination dell'Academy Award. Nel frattempo, complice l'arrivo di Trump, che ha fatto schierare Hollywood sulla barricata di una presunta resistenza un po' radical chic, il vento è cambiato. 

'Oscar so black', vince Moonlight ma non convince: inno al pensiero unico

La statuetta più brillante, quella per il miglior film, è andata a Moonlight, pellicola scritta e diretta da Barry Jenkins, che ha scippato, con le dinamiche fantozziane che sappiamo, il podio a La la land (Moonlight ha portato a casa altri due Oscar: Miglior attore non protagonista, a Mahershala Ali, e Migliore sceneggiatura non originale). Un film interamente black, con in più accenni a droga, bullismo e omosessualità: praticamente un manifesto anti-Trump. Non è chiaro perché la premiazione troppo “bianca” dovesse essere considerata “falsata” mentre questa, arrivata con così tante pressioni, deve invece essere considerata veritiera e autentica. Moonlight sarà sicuramente un ottimo film, ma chi ci assicura che in un'atmosfera meno tesa politicamente sarebbe stato premiato lo stesso? 

Ecco comunque la trama: si tratta di tre capitoli in cui viene raccontata la vita di Chiron, piccolo afroamericano con una madre drogata e snaturata, vittima dei bulli e con uno spacciatore come unico punto di riferimento. Nel secondo capitolo il ragazzo scoprirà l'amore (omosessuale) e si ribellerà ai bulli, finendo in galera. Lo ritroveremo nel terzo, a sua volta diventato spacciatore, ma con molti demoni nel cuore. Temi forti, ma la portata politicamente corretta falsa un po' i riconoscimenti. Insomma, una truffa. O una gaffe. Come quella che ne ha caratterizzato la premiazione.

#Oscar #Moonlight #polemiche
caricamento in corso...
caricamento in corso...