Cannes - Chi è Ruben Ostlund, il 70esimo vincitore della Palma d'oro

29 maggio 2017 ore 9:23, Micaela Del Monte
Si è concluso ieri sera il Festival di Cannes con l'assegnazione della 70esima Palma d'oro che è andata allo svedese Ruben Ostlund e al suo grottesco The Square. A Sofia Coppola, per "Beguiled", è andato il premio per la miglior regia. Il premio della Giuria è andato a "Loveless" di Andrey Zvjagincev e il Grand Prix della giuria a "120 battiti al minuto". Miglior attrice Diane Kruger, migliore attore Joaquin Phoenix. Premio del 70.mo anniversario a Nicole Kidman, letteralmente la regina di questo festival.

Cannes - Chi è Ruben Ostlund, il 70esimo vincitore della Palma d'oro
GIURIA -
I premi sono stati assegnati durante la cerimonia che ha visto tra i protagonisti la madrina Monica Bellucci e le stelle che componevano la giuria. Una giuria presieduta da Pedro Almodovar che ha accontentato un po' tutti i favoriti della vigilia trovando però il colpo a sopresa della Palma d'oro, assegnata a un outsider. Il regista Ruben Ostlund ha festeggiato la vittoria con un mini show sul palco fatto di mimica, saltelli ed esultanza da stadio, a testimoniare che il premio era tutto tranne che scontato. Sofia Coppola si deve accontentare del premio per la regia e così Jane Campion rimane l'unica regista donna ad aver vinto la Palma d'oro nella storia del Festival. Nicole Kidman, in concorso con quattro film, si è portata a casa il premio speciale del 70.mo anniversario.

ALTRI PREMI - Tra gli altri premi la Palma d'oro per il miglior cortometraggio è andata a "A Gentle Night" di Ziu Yang. Per la migliore sceneggiatura invece la giuria ha optato per un ex-aequo, assegnando il premio in coabitazione a Yorgos Lanthimos ed Efthimis Filippou per "The Killing Of A Sacred Deer" e a Lynne Ramsay per "You Were Never Really Here".

CHI E' OSTLUND - Ruben Östlund, regista svedese nato nel 1974, figlio della scuola di cinema di Göteborg, co-fondatore della casa di produzione Plattform Produktion, autore dei lungometraggi Involuntary e Play. Östlund ha iniziato la sua attività negli anni novanta come regista di video sciistici, per poi andare a studiare alla scuola di cinema di Göteborg, presso la quale si è laureato nel 2001. Nel 2004 ha diretto il suo primo lungometraggio non documentaristico, Gitarrmongot (noto anche come The Guitar Mongoloid). Il film ha vinto il premio FIPRESCI alla 27ª edizione del Festival cinematografico internazionale di Mosca ed è stato candidato al Nordic Council Film Prize. Il cortometraggio di Östlund Händelse vid bank (o Incident by a Bank) ha vinto il Golden Bear come miglior cortometraggio alla 60ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino e il Grand Prix al Tampere Film Festival nel 2011. Nel 2008 e nel 2011 rispettivamente, Östlund ha diretto altri due lungometraggi, De ofrivilliga (o Involuntary) e Play.

TRAMA - Interpretato da Claes Bang il charachter di Christian offre un ritratto molto interessante del personaggio, estremamente compreso nel suo ruolo di curatore. La trama si sviluppa intorno all’opening di una importante mostra intitolata per l’appunto The Square. Nella costruzione dell’esposizione il curatore, alla sua grande occasione, finisce a confrontarsi con una serie di vicissitudini, equivoci, meccanismi (non ultimi quelli che riguardano la relazione con la agenzia di comunicazione che dovrebbe seguire la campagna legata alla mostra), talvolta inattesi, che mettono a dura prova il suo senso morale e le proprie convinzioni. Nel film, che analizza in maniera estremamente critica il settore dell’arte contemporanea, compaiono, come è naturale, molti riferimenti al mondo dell’arte. Un esempio? Dominic West interpreta Julian, un artista che ama uscire di casa in pigiama (tornano immediatamente alla memoria le vestaglie dell’omonimo Julian… Schnabel!), ma non mancano gli episodi che irridono la performing art, spesso nel mirino di questo tipo di rappresentazioni (basti pensare a La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino). Si tratta di una interpretazione fedele del settore dell’arte? A voi il giudizio. Nel frattempo, eccovi il trailer.

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