Sanremo 2017: dopo lo shitstorm, Carlo Conti si difende citando Gesù

31 gennaio 2017 ore 12:17, Americo Mascarucci
Carlo #Conti non ci sta e reagisce allo shitstorm contro di lui, alle palate di fango e m...che i pirati del web gli hanno scatenato contro per il #cachet che la Rai gli avrebbe assicurato per la conduzione della prossima edizione del #Festival di Sanremo. Tanti lo hanno accusato con insulti violenti e offese personali di essere insensibile alle emergenze degli italiani, al dramma dei terremotati o delle vittime di Rigopiano, incassando quei 650mila euro concordate per condurre le cinque serate del Festival della canzone italiana. 
Così Conti, che del Festival è anche il direttore artistico, ha deciso di reagire di fronte ad una violenza social che avrebbe raggiunto livelli esagerati.
Sul numero di Chi in edicola da domani mercoledì 1 febbraio, Conti replica ai tantissimi accusatori dicendo: 
"Mi dispiace molto. Comprendo il sentimento che parte da un disagio che c’è nella società, ma bisognerebbe sapere i fatti. Non perché un giornale fa un titolo e scrive una cifra allora è quella giusta e viene cavalcata in maniera populistica. Ci sono altri modi in cui ciascuno di noi fa qualcosa per chi vive un'emergenza ed è bello se rimane privato. Se quello che devolvo in beneficenza lo devo rendere pubblico per farmi bello, allora perderebbe di quella forza che parte da un comandamento: 'Ama il prossimo tuo". 
Sanremo 2017: dopo lo shitstorm, Carlo Conti si difende citando Gesù

Conti insomma sembra far capire fra le righe come lui non sia affatto insensibile alle tragedie italiane e ai problemi delle famiglie, arrivando a citare Gesù per dimostrare come la beneficienza si faccia in segreto e non spiattellandola in pubblico.
Anche perchè a quel punto non sarebbe più beneficienza disinteressata, ma propaganda pubblicitaria utile a guadagnare titoli sui giornali.
Come spenderà i soldi del cachet, sembra dire Conti, saranno affari suoi, senza escludere che poi realmente parte del compenso possa andare in opere di beneficienza. Ma a quel punto si tratterà di una scelta spontanea, fatta con il cuore e la volontà, e non perché obbligato dalla pressione mediatica.
Conti ha poi aggiunto: "Chi ha visto i miei precedenti Sanremo sa che c’è stato tanto sociale. Anche quest’anno ci saranno tanti riferimenti al mondo reale, ci sarà uno spazio ancora più grande perché sono successe tante cose e il festival deve avere questa vocazione non partitica ma politica e sociale".
Aspettare per credere.
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