Bob Dylan, il Nobel val bene un discorso: le citazioni da Omero a Melville

06 giugno 2017 ore 9:28, Andrea Barcariol
Per settimane non ha risposto all'Accademia di Svezia che aveva deciso di consegnarli il Premio Nobel per la letteratura. Poi, lo scorso 10 dicembre, ha disertato la cerimonia di consegna dei prestigiosi premi, creando non poche polemiche. Finalmente Bob Dylan si è deciso a mandare il discorso in Svezia. Da Stoccolma hanno fatto sapere che il compenso è di 8 milioni di corone, equivalenti a 819mila euro."Il discorso è straordinario e, come ci si potrebbe attendere, eloquente. Ora che è stato consegnato, l'avventura Dylan si avvia a terminare" - ha spiegato Sara Danius, segretario permanente dell'Accademia di Svezia.

Bob Dylan, il Nobel val bene un discorso: le citazioni da Omero a Melville
Il discorso in pratica è una registrazione di circa 30 minuti in cui parla dei musicisti e dei libri che lo hanno ispirato. Questo l'inizio: "Appena ricevuta notizia di questo Premio Nobel per la Letteratura, mi sono domandato in che modo le mie canzoni riguardassero la letteratura. Ho voluto riflettere e trovarne il nesso. Ora vorrei cercare di esporvi le mie riflessioni. Molto probabilmente girerò a vuoto, ma spero che quello dirò sia di qualche utilità".
L'artista cita Buddy Holly, che Dylan vide in concerto poco prima della morte, oltre ad alcuni classici della letteratura come “Moby Dick” di Herman Melville, “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Erich Maria Remarque e l’”Odissea” di Omero "un libro eccezionale i cui temi ricorrono nelle ballate di molti autori". Poi spiega: "Che significa tutto ciò? Io e molti altri cantautori siamo stati influenzati proprio da questi temi. Possono significare un mucchio di cose. Se una canzone ti prende, è tutto ciò che basta. Non devo sapere che significa una canzone. Ho scritto di tutto nei miei pezzi. Non mi preoccupo certo di cosa vogliono dire".

Dylan chiude così il suo discorso: “Le nostre canzoni sono vive nella terra dei vivi. Ma le canzoni non sono letteratura. Devono essere cantate non lette. Le parole delle commedie di Shakespeare devono essere recitate sul palco. Proprio come le parole delle canzoni devono essere cantate, non lette sulla pagina. E mi auguro che alcuni di voi abbiano la possibilità di ascoltare queste parole come debbano essere ascoltate: in concerto oppure su disco. Torno ancora a Omero che diceva: ‘Canta, o Musa, e attraverso me narra la storia’”.

BOB DYLAN
Nato con il nome di Robert Allen Zimmerman (Duluth, 24 maggio 1941), è un cantautore e compositore statunitense. La maggior parte delle sue canzoni più conosciute risale agli anni sessanta, quando l'artista si è affermato come personaggio chiave del movement, il movimento di protesta americano. I suoi primi testi, fortemente influenzati dalla letteratura e dalla storia americana, affrontarono in modo innovativo temi politici, sociali e filosofici, sfidando le convenzioni della musica pop e appellandosi alla controcultura del tempo.

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