Il Senato approva la Legge sul cyberbullismo: a tutta 'prevenzione'

01 febbraio 2017 ore 16:13, Luca Lippi
La legge sul cyberbullismo non prevede interventi di natura penale, ma solo un ammonimento, in questo modo riscoprendo i suoi principi originali. In particolare questo il passaggio che ne ha caratterizzato la “correzione” nel passaggio in Senato, che ieri sera ha licenziato il testo con un solo voto sfavorevole. Educazione e prevenzione verso i minori dunque, l’ultima parola spetterà ora alla Camera, dove a settembre il provvedimento era stato modificato rispetto alle linee guida. Il ritorno al passato soddisfa la senatrice Elena Ferrara (Pd), prima firmataria del disegno di legge rimasta delusa dal voto di Montecitorio in seconda lettura.  
Elena Ferrara del PD ha dichiarato: "Il bullo ora sarà informato che con certe condotte commette dei reati. Il disegno di legge introduce la procedura di ammonimento, come avviene per lo stalking, al fine di responsabilizzare i minori ultraquattordicenni autori di reati tenendoli però, nei casi in cui è consentito dalla legge, fuori dal penale. Un approccio rieducativo, condiviso da istituzioni, forze dell'ordine, eccellenze sanitarie, esperti di pedagogia e di diritto, famiglie, insegnanti, fino agli studenti". 
Nel nuovo documento spariscono i riferimenti generici che alla Camera avevano reso il ddl un testo non più specifico per i più piccoli. Secondo i critici di allora, tra cui Ferrara e il M5S, le modifiche avrebbero stimolato la censura senza tutelare i giovani: chiunque avrebbe potuto chiedere la rimozione di un contenuto in rete sentendosi offeso. 
Associazioni e social network hanno spinto perché il testo tornasse all’antico, come proponevano Ferrara e Paolo Picchio. Il padre di Carolina, suicida nel gennaio 2013 per un caso di cyber bullismo, ha dichiarato: “La legge votata alla Camera era senza senso. Bisogna concentrarsi sui minori perché sono indifesi”.


Ora il Senato sembra aver normalizzato lo strumento normativo, oltre ad aver rivisto la definizione di cyberbullismo che ora è specificatamente tarata sui minorenni: "Per cyberbullismo si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo".
Spetterà ora dunque di nuovo ai deputati ridiscuterne il testo ed eventualmente rimandarlo al Senato per l'approvazione finale.

autore / Luca Lippi
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