Giorno del Ricordo, ma non per tutti: chi le foibe continua a negarle

10 febbraio 2017 ore 12:00, Americo Mascarucci
Il Giorno del Ricordo, che si celebra ogni anno il 10 febbraio, per ricordare la tragedia degli italiani uccisi nell'Istria occupata dagli jugoslavi e fatti sparire delle foibe (cavità carsiche), oltre al dramma degli esuli istriani, dalmati e fiumani, continua a dividere gli storici e il mondo politico. C'è chi come lo storico Angelo Del Boca dichiara: "Questo giorno del ricordo, così come viene celebrato dal 2005, è una sorta di triste compromesso che non ha alcun fondamento storico dimenticando che le foibe e l’esodo dei giuliano-dalmati costituiscono una diretta eredità del ventennio fascista e dell’occupazione italiana dei Balcani durante la Seconda guerra mondiale"
E poi aggiunge: "Questa commemorazione è una battaglia strumentale della destra che si pone in contrapposizione alla Giornata della Memoria alla quale anche i partiti di sinistra si sono adeguati per non lasciare il monopolio assoluto all’altra fazione. Il revisionismo in Italia ha fatto grandi progressi".  
Le parole di Del Boca sono state fatte proprie dall'Anpi, Associazione Nazionale Partigiani italiani per i quali, ricordare i martiri delle foibe equivale ad offendere la memoria della Resistenza, offuscando quella che, non a torto, è stata definita "retorica resistenziale".
Giorno del Ricordo, ma non per tutti: chi le foibe continua a negarle

Insomma c'è ancora chi in Italia non vuole accettare la "memoria condivisa", non vuole fare i conti con la propria storia e ammettere che nell'Istria sono stati commessi eccidi da parte dei cosiddetti "liberatori", ossia le truppe di occupazione jugoslava supportate dai partigiani rossi (italiani).
"E' sconfortante e sconcertante che ci sia oggi in giro qualcuno che tanti di coltivare l'ideologia, balzana e balorda, del negazionismo" è sembrato rispondere il vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, durante l'omelia della messa officiata alla foiba di Basovizza.
"In questo Giorno del Ricordo un profondo sentimento di pietà e commozione per le vittime dei tragici eventi delle foibe e per quanti furono costretti all'esodo giuliano-dalmata ci unisce in questo momento e ci ha spinto in questo luogo emblematico che è la foiba di Basovizza, monumento nazionale, per coltivare una doverosa memoria e per pregare il Signore per quanti hanno visto spezzata la loro vita, travolti da altri uomini guidati dall'odio e da ideologie mortifere e disumane", ha detto Crepaldi.
Quando finalmente anche questa data unirà tutti gli italiani, certificando una volta per tutte che non esistono morti di serie A o B e che tutte le vittime delle atrocità meritano uguale rispetto e cittadinanza?

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