Strage di Erba, nuovi reperti riaprono il caso: i jolly di Rosa e Olindo

10 marzo 2017 ore 10:59, Micaela Del Monte
Undici anni dopo si riapre il caso di Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi. È stato accolta infatti il ricorso da parte della difesa sull'analisi dei nuovi reperti che secondo i legali della coppia potrebbero ribaltare l'esito del processo che si è concluso con la condanna definitiva dei due coniugi per la strage di Erba. 

Strage di Erba, nuovi reperti riaprono il caso: i jolly di Rosa e Olindo
L'UDIENZA
Secondo quanto riporta "Il Giorno", a undici anni dal massacro che costò la vita a quattro persone, i due, condannati all'ergastolo come unici responsabili, sperano di far riaprire il caso puntando su reperti mai esaminati nell'inchiesta. L'udienza è stata fissata al 5 aprile nella quale la prima sezione della Cassazione deciderà sulla istanza dei difensori. Fabio Schembri, Luisa Bordeaux e Nico D’Ascola chiedono che venga annullata l’ordinanza con cui la Corte d’appello di Brescia ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa (rispondendo che la richiesta di incidente probatorio doveva essere invece presentata a Como e che non era stata avanzata una richiesta di revisione). 

NUOVI REPERTI
Il collegio difensivo parla di alcuni peli, trovati allora proprio sulla felpa del piccolo, che non vennero presi in considerazione,  in particolare un capello castano chiaro lungo dieci centimetri fra la manica destra e il cappuccio. I difensori chiedono anche un'analisi dei margini ungueali e dei polpastrelli del bambino. Non solo, tra i nuovi reperti potrebbe esserci anche la presenza di un mazzo di chiavi, il ritrovamento di una macchia di sangue sul terrazzino di Raffaella e tra gli altri anche una parziale perizia delle unghie delle vittime. Inoltre, secondo i legali andrebbero analizzati anche alcuni mozziconi di sigaretta e i giubbotti di Raffaella Castagna e di Valeria Cherubini.

Secondo il quotidiano milanese, i difensori di Rosa e Olindo hanno già segnato un punto a loro favore presso la Cassazione: 

"Il sostituto procuratore generale Massimo Galli ha depositato la sua requisitoria scritta: il ricorso è giudicato fondato, l’ordinanza bresciana (che aveva dichiarato inammissibile il ricorso, ndr) va annullata e deve essere Brescia a farsi carico dell’incidente probatorio. Il pg parla anche dello "stallo" creato dal rimpallo fra Brescia e Como. Il massacro viene consumato la sera dell’11 dicembre 2006 in un grande caseggiato in via Diaz a Erba".

IL CASO
La strage avvenne in un appartemento di Erba (Como) l'11 dicembre 2006. Nella mattanza rimasero uccise 4 persone, tra le quali un bimbo di poco più due anni. Nella strage, compiuta nell'appartamento di una corte ristrutturata nel centro della cittadina, vennero uccisi Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini con il suo cane. Il marito di quest'ultima, Mario Frigerio, presente sul luogo, si salvò solo perché creduto morto dagli assalitori. Si scoprirà in seguito che Frigerio aveva una malformazione congenita alla carotide che gli permise di non morire. Il 3 maggio 2011, la Suprema corte di cassazione di Roma ha definitivamente riconosciuto come autori della strage i coniugi Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi, condannati all'ergastolo.


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