Lunghi processi civili: Italia quartultima nella Ue, 393 giorni di media

11 aprile 2017 ore 12:27, Luca Lippi
Il dato contenuto nel rapporto sulla giustizia nell'Ue presentato dalla Commissione europea dice che l'Italia è quartultima nell'Unione europea per durata dei procedimenti civili, commerciali e amministrativi con 393 giorni in media nel 2015, contro i 395 giorni registrati in cause del 2010. Fanno peggio in classifica solo Cipro, Portogallo e Malta. Per le cause amministrative il tempo necessario sale a 1008 giorni. Nel settore l'Italia è seconda dopo Cipro.
L'Italia è ancora uno dei Paesi dell'Ue con la durata più lunga dei procedimenti giudiziari, ma "ci sono progressi", come dimostra "il forte calo del 30% nel numero delle cause pendenti rispetto al 2010". Lo ha affermato la commissaria Ue alla Giustizia, Vera Jourova, presentando a Bruxelles il rapporto per il 2017 sul Quadro di valutazione europeo della giustizia ("EU Justice Scoreboard"). Il report mette a confronto l'efficienza, la qualità e l'indipendenza dei sistemi giudiziari degli Stati membri dell'Unione.
In Italia ci sono pochi magistrati e molti avvocati; 11 magistrati ogni centomila abitanti e seconda per numero di avvocati, 391 ogni centomila, in aumento rispetto al 2010 quando erano 350. Stabile invece il numero di magistrati. 
Lunghi processi civili: Italia quartultima nella Ue, 393 giorni di media
Fonti qualificate della Commissione hanno aggiunto che "in Italia, sebbene il numero di casi pendenti resti molto alto, ci sono miglioramenti", in particolare grazie a uno "sforzo genuino per realizzare le riforme" e "all'impegno per una gestione più efficace dei casi. Tutto questo in particolare "grazie all'azione del Consiglio Superiore della Magistratura" e al "rafforzamento dell'uso delle tecnologie dell'informazione", che "comincia a essere sempre più efficiente".

QUANTO DURA UNA CAUSA CIVILE IN ITALIA
Metà della colpa è della procedura prevista dalla legge (a volte con udienze di cui si potrebbe fare a meno), e l’altra metà dei lunghi rinvii disposti dai magistrati (per i quali, invece, la colpa è del grosso carico di lavoro che viene loro imposto per via dell’eccessivo contenzioso). Ma a prescindere dalle responsabilità, nel dettaglio si arriva a sentenza in base alla materia della causa (il riferimento ai giorni è calcolato, naturalmente, in base a una media dei processi dell’ultimo anni. Il risultato può variare, nello specifico caso, in base all’istruttoria e alla complessità della materia):
-cause civili e commerciali: il processo dura 527 giorni (nel Regno Unito ce ne vogliono solo 86);
-cause amministrative: il processo dura 1.008 giorni;
-cause in materia di concorrenza: 200 giorni;
-cause in materia di tutela dei consumatori: 685 giorni;
-processi in materia di riciclaggio: 659 giorni.

LA SITUAZIONE NEL RESTO D’EUROPA
In Lussemburgo, Belgio e anche in Lituania per chiudere una causa civile in primo grado bastano meno di 100 giorni, circa tre mesi. In altri 10 Paesi (Olanda, Austria, Estonia, Svezia, Romania, Repubblica Ceca, Ungheria, Danimarca, Germania, Polonia) servono dai 100 ai 200 giorni. In Lettonia e Slovenia occorrono dai 200 ai 300 giorni, mentre in Portogallo, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Croazia e Slovacchia ne servono dai 300 ai 400. Segue Malta, dove la situazione è molto migliorata (nel 2010 servivano oltre 800 giorni per concludere in primo grado), ma servono ancora circa 440 giorni per arrivare in giudizio. Seguono, in cima alla classifica, l'Italia e Cipro. Non sono disponibili dati per Bulgaria, Irlanda e Regno Unito.

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autore / Luca Lippi
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