Droni a caccia di Igor il ''killer fantasma'': gli indizi e la lettera

12 aprile 2017 ore 12:26, intelligo
di Stefano Ursi

La caccia è più aperta che mai. Per trovare Igor ''il serbo'', che in molti hanno già ribattezzato ''il fantasma'', sono ormai in uso anche i droni, per far sì che ogni minimo pertugio venga esplorato e controllato anche dall'alto. Oltre ai cani molecolari. L'uomo, ricercato per gli omicidi del barista di Budrio Davide Fabbri e della guardia ecologica Valerio Verri, secondo le ricostruzioni che si susseguono da giorni sui media sarebbe ferito ma soprattutto armato, pare almeno di due pistole; e potrebbe trovarsi ancora nella zona in cui è concentrato lo sforzo, ma non è da escludere che possa aver lasciato la zona e trovarsi ora altrove, cosa che ha fatto optare per un allargamento del quadrante che viene battuto a tappeto per scovarlo. Tre giorni e tre notti di ricerche, fra boschi e fiumi, per ora non hanno permesso di trovare Igor, che a tutti gli effetti per ora è divenuto un fantasma a cui dare la caccia in ogni dove; a far pensare che non si sia allontanato molto dalla zona in cui lo si cerca sono alcuni giacigli e resti di bivacchi che sono al momento in valutazione da parte di chi esegue le ricerche, ma al momento non è dato sapere dove sia. Sono stati molti, come spesso accade in questi casi, gli avvistamenti poi rivelatisi falsi allarmi.

Droni a caccia di Igor il ''killer fantasma'': gli indizi e la lettera
Nel frattempo, si legge sui media, sono stati eseguiti degli esami irripetibili sul materiale ritrovato nel fiorino che Igor avrebbe rubato e poi utilizzato. Sono molti gli oggetti analizzati e si spera che da alcuni di essi possa emergere qualche indizio utile ad indirizzare le ricerche in maniera ancora più mirata. I media riportano poi la lettera di Don Antonio Bentivoglio, cappellano del carcere di Ferrara dove il ricercato è stato detenuto, l'ultima volta nel 2015, in cui chiede in virtù del percorso religioso condotto, a Igor di costituirsi: ''Ci siamo conosciuti in carcere dove abbiamo condiviso un luogo di verità e di perdono che si chiama Chiesa. Questo bene può essere negato? Evidentemente tu lo stai negando. E quindi é stato tutto inutile? Assolutamente no, perchè rimane in ogni istante la possibilità di ripresa. Noi ti chiamiamo fratello – si legge in uno stralcio della lettera – e per sempre, e ti chiediamo di consegnarti ed evitare altre irreparabili tragedie e scontri. In nome di questa indistruttibile dignità, che nasce dal sacrificio di Cristo per ogni uomo, ti supplichiamo: costituisciti e reintegrati in una compagnia ecclesiale piena di accoglienza e di perdono''. Un uomo dai mille volti, dalle mille identità Igor ''il serbo'' che oggi è un fantasma a cui si dà la caccia in maniera intensiva, con tutti i mezzi a disposizione.

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