Riforma Voucher: polemiche e nodi alla vigilia dell'arrivo in Senato

13 marzo 2017 ore 20:27, Luca Lippi
La riforma del voucher imbocca decisamente e speditamente la strada di sdoppiarsi tra famiglie e imprese. In buona sostanza tende a rivolgersi definitivamente alla platea di chi non ha dipendenti. Unica eccezione la pubblica amministrazione, che potrà continuare a pagare personale con i buoni lavoro nel caso di eventi eccezionali, calamità e solidarietà. 

L'ITER
Il testo unico da domani è pronto per essere esaminato e implementato per trasformarsi in una riforma in grado di cambiare in modo sostanziale il destino dei tanto discussi buoni lavoro. Da parte del Governo, c’è già soddisfazione ma una soddisfazione che raccoglie il consenso di tutti. Non c’è il gradimento dei centristi e neanche quello di Forza Italia (oltre che gran parte della maggioranza) pronti a dare battaglia già in Senato. Ovviamente non piace troppo neanche a Cgil che (nonostante la volontà di evitare la consultazione referendaria) li vuole abrogare.

IL VOUCHER PER LE FAMIGLIE
Il valore del voucher per le famiglie sarà di 10 euro l’ora, di cui 7,5 andranno al lavoratore e il resto servirà per contributi previdenziali e assicurativi. Non ci sarà nessun vincolo di ‘status occupazionale’ del voucherista per le famiglie.

IL VOUCHER PER AZIENDE E PROFESSIONISTI
Il costo si innalza e passa a 15 euro l’ora lordi, un aumento che servirà a dare ai lavoratori una copertura contributiva piena. La platea di voucheristi per le imprese e i professionisti saranno studenti under 25, pensionati, disoccupati, disabili, soggetti in comunità di recupero e extracomunitari disoccupati da oltre 6 mesi. 


LA PROTESTA DI FEDERALBERGHI
Da subito emergono le prime criticità, in particolare è stata Federalberghi ad accendere il faro su uno dei tanti nodi che sarà al vaglio dell’esame in Senato. 
A fronte delle anticipazioni che stanno già circolando da giorni sullo strumento di lavoro, Federalberghi ha fatto sapere che "Se la risposta alle difficoltà del mercato del lavoro italiano sta nelle indiscrezioni trapelate dal nuovo testo di legge in materia di voucher, non siamo nella giusta prospettiva. Sarebbe meglio allora affidarsi alla volontà popolare".
Il mondo del turismo sta schierandosi compatto contro la proposta di testo di legge che verrà ufficializzata domani. Il turismo vive di ‘stagionalità’ e da quanto è stato reso noto, l’unica concessione alla stagionalità sembra essere quella riservata alle imprese agricole. 
Gli albergatori, che in questa maniera si troverebbero tagliati del tutto fuori da ogni possibilità di utilizzare lo strumento per il lavoro occasionale, attraverso Federalberghi, in una nota, fanno sentire le loro ragioni: “Regolamentare il lavoro accessorio è utile e doveroso per prevenire gli abusi ma da quel che si apprende, ciò che emerge è una disciplina ingiustamente punitiva e discriminatoria che rischia di consegnare all’economia sommersa la maggior parte delle prestazioni lavorative che oggi sono rese attraverso i buoni lavoro. Messa così, sembra quasi un regalo ai caporali”. 

LA PROTESTA DI COFESERCENTI
L’associazione degli albergatori non è la sola a sollevare perplessità, anche Confesercenti manifesta tutta la sua perplessità, sottolineando le necessità delle imprese del comparto turistico, oltre che quelle dell’organizzazione di eventi. L’associazione in una nota fa sapere: “L’idea di riservare l’utilizzo dei buoni lavoro solo alle imprese senza dipendenti ridurrebbe l’accesso a questo strumento al 40% delle aziende, soprattutto nei settori del turismo, del marketing e degli eventi, che si trovano spesso a dover fronteggiare aumenti imprevedibili ma momentanei dell’attività”. Conclude Confesercenti “serve una riforma che tenga conto dei reali bisogni delle imprese”.

IN CONCLUSIONE
Non sarà un iter spedito quello della riforma del Voucher, probabilmente, nonostante tutti i tentativi da parte del Governo per disinnescare il referendum, la consultazione si rivelerà necessaria.

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autore / Luca Lippi
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