Alitalia, Montezemolo abbandona l'aero-nave: un manager ogni 3 anni

15 marzo 2017 ore 11:44, Luca Lippi
Approvazione del progetto industriale per Alitalia da parte del consiglio di amministrazione. Secondo alcune indiscrezioni stampa, Luca Cordero di Montezemolo si prepara a dire addio alla presidenza del gruppo una volta approvato il nuovo piano industriale della compagnia di bandiera italiana. l’indiscrezione non è un fulmine a ciel sereno, Montezemolo aveva già manifestato a novembre scorso la volontà di abbandonare la nave.
A sostituirlo potrebbe essere Luigi Gubitosi, ex dirigente Rai, che si alternerebbe con la funzione di nuovo presidente operativo. Quello che è certo è che la nuova nomina non sarà annunciata nel cda odierno, ma verrà valutata in una nuova riunione. Per le dimissioni bisognerà, infatti, compiere una serie di passaggi formali e convocare un nuovo consiglio di amministrazione.

IL CDA DI OGGI
Si preannuncia infuocato soprattutto perché uno dei punti da sciogliere rimane la questione esuberi. Da tempo si parla di circa 2 mila licenziamenti (circa l'80% di terra) e il ridimensionamento di alcune attività. Di fatto, il consiglio di amministrazione di Alitalia riparte dalla riunione del 9 marzo durante la quale il board, come recita l'ultima nota, "ha fatto una prima, approfondita analisi del piano di rilancio della Compagnia preparato dall’amministratore delegato, Cramer Ball, e verificato dall’advisor indipendente Roland Berger". Il cda ha giudicato il piano serio e realistico". 

Alitalia, Montezemolo abbandona l'aero-nave: un manager ogni 3 anni

IL FUTURO DI ALITALIA
I rumors che ruotano anche attorno al futuro di Alitalia riguardano anche i possibili nuovi ingressi nell'azionariato. Stando a quanto riportato da "Il Sole 24 Ore", sul tavolo ci potrebbe essere anche la possibilità di un intervento della Cdp al salvataggio della compagnia. Ipotesi peraltro prontamente smentita da Cassa Depositi e Prestiti stessa. 
Attualmente, l'azionariato è composto da Cai, la società che possiede in Alitalia una quota di controllo pari al 51%. Il restante 49% delle azioni è di proprietà di Etihad Airways, compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti.

IN CONCLUSIONE
Un manager ogni tre anni, in media, negli ultimi 50 anni (o poco più) di storia. Uno all’anno negli ultimi cinque. Alitalia cambia guida operativa troppo spesso. Un ritmo impressionante per un business, come quello aereo che, per struttura, necessita di strategie di lungo termine. Le perdite permangono, perché è inutile versare liquido in un recipiente che fa acqua
Il nuovo cambio è necessario, ma sarebbe più necessario avere una strategia coraggiosa, un taglio deciso e impopolare del personale che strutturalmente appesantisce il business di Alitalia, azienda privata ma ancora zavorrata da dinamiche statali. Ci vuole coraggio e la volontà di perseguire il risanamento fino in fondo, costi quel che costi. 

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autore / Luca Lippi
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