Se vince Wilders in Olanda è finita l'Europa: come cambierà la storia

15 marzo 2017 ore 16:22, Americo Mascarucci
Si vota in Olanda per rinnovare la camera bassa del Parlamento e molti temono una vittoria dell’ultra nazionalista e anti-europeista Geert Wilders. Una sua vittoria, o anche solo una forte affermazione, certamente avrebbe un significato dirompente sull’Europa e vedrebbe in serio rischio la tenuta della fisionomia di quella UE finora conosciuta. Questo perché l’Olanda non è un Paese come tutti gli altri ma è la patria dei diritti, dell’integrazione, il Paese più tollerante, accogliente, laicista dove il Cristianesimo non ha mai esercitato alcun tipo di influenza sulla vita politica e sociale. Per certi versi si può dire che l’Europa ha sempre visto l’Olanda come un modello, come il simbolo della "globalizzazione dei diritti civili". Eppure proprio da Amsterdam rischia di spirare un vento anti-europeista capace di mettere tutto questo in discussione.
Se vince Wilders in Olanda è finita l'Europa: come cambierà la storia

FINE DELL'EUROPEISMO
La vittoria di Wilders segnerebbe la fine dell’europeismo inteso come ideologia prima ancora che come unione dei popoli (unione per altro mai realizzata).
Così come il Comunismo ha fallito il tentativo di uniformare il mondo ad un modello sociale fondato sul proletariato, oggi rischia di fallire anche il modello capitalistico basato sul profitto e sul liberismo senza freni. Perché, se è vero che era folle il progetto comunista di imporre il socialismo reale, è altresì folle pensare di creare una società "senza diritti sociali". E l'Europa questo ha fatto, sacrificando anni di conquiste sociali sull'altare della globalizzazione economica senza offrire nel contempo tutela né al lavoro, nè alle produzioni locali sempre più esposte alla devastante concorrenza straniera (la Cina su tutti).

FINE DEL MULTICULTURALISMO
In secondo luogo morirebbe l’Europa multiculturare, basata sull’integrazione e l’inclusione delle culture più disparate. Il fatto che proprio l’Olanda, terra di integrazione oggi rigetti il modello culturale europeo starebbe a dimostrare come il tentativo di coniugare e armonizzare Occidente ed Islam sia fallito del tutto. Perché se è vero che l’obiettivo era quello di far convivere culture diverse in nome di principi universali, il risultato è stato quello di appiattire la cultura occidentale fino a costringerla a rinunciare spesso ai simboli dell'identità (vedi il crocifisso).
Le diverse culture religiosi, la divergenza profonda sul piano dei valori, della parità di genere e delle libertà individuali, hanno finito per provocare un corto circuito sfociato nello scontro di civiltà e con il ritrovarsi il nemico (il fondamentalismo islamico) direttamente in casa.

RISVEGLIO DEI NAZIONALISMI 
Di fronte ad un'Europa che si sta sfaldando da più parti si mette in risalto il rischio di nuovi conflitti fra Paesi del Continente, rischio fino ad oggi scongiurato si dice proprio grazie all'azione della Ue. Il problema però è che i popoli europei la sensazione della guerra l'hanno vissuta ugualmente, una guerra combattuta con altre armi, quelle della finanza. Di fronte ad un euro che ha finito con il creare forti discriminazioni fra paesi Ue, uno sbilanciamento fra chi ha troppo e chi niente, che ha imposto manovre "lacrime e sangue" e pesanti sacrifici ai cittadini, lo spauracchio di nuove guerre appare purtroppo debole. E non c'è quindi da stupirsi se sempre più spesso di fronte ad un'Europa "matrigna", ci si affidi a personaggi discutibili o addirittura pericolosi, pur di liberarsi dai vincoli di un apparato, burocratico e tecnocratico, che appare non a torto l'origine e la causa di ogni problema economico.
#olanda #wilders #Europa 
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