Riforma pensioni 2017: Ape volontaria e quota 41, pressioni su Gentiloni

16 gennaio 2017 ore 22:32, Luca Lippi
Le parti sociali, dopo l’approvazione della legge di Bilancio nella quale è inclusa la Riforma delle pensioni, attendono la cosiddetta seconda fase. Non ci sono problemi nuovi, ma la novità risiede nel cambio dell’interlocutore, che non è più il governo Renzi ma il neonato governo Gentiloni.
Intanto,  l' Inps attraverso una circolare ha voluto precisare le differenze tra lavoro usurante e lavoro gravoso. Chi pratica un lavoro usurante avrà delle agevolazioni rispetto a chi pratica un lavoro gravoso, infatti potrà andare in pensione prima. 
I lavori usuranti sono quelli svolti in galleria, miniera o cava, ad alte temperature, in cassoni ad aria compressa, nella catena di montaggio, per l'asportazione dell'amianto, di lavorazione del vetro cavo, svolti dai palombari, notturni con almeno 64 notti l'anno e conducenti di veicoli.
I lavori gravosi riguardano invece operai, conduttori di gru, conciatori di pelle e pellicce, conduttori di convogli ferroviari,di mezzi pesanti e camion, professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni. 
Secondo la guida de Il sole 24ore sulle nuove pensioni, il requisito contributivo potrebbe essere aumentato a 43 anni e 2 mesi per gli uomini ed a 42 anni e tre mesi per le donne. La decisione dovrà essere presa durante quest'anno solare 2017 ed è la più attesa dai lavoratori italiani.

Riforma pensioni 2017: Ape volontaria e quota 41, pressioni su Gentiloni

I sindacati sulla riforma delle pensioni
Le prime scadenze sono quelle del 2 Marzo per l’attuazione dell’Ape Volontaria ovvero l'indicazione di quanta parte dell'assegno potrà essere riscossa in anticipo, le modalità di finanziamento e di restituzione del prestito pensionistico nonché il ruolo delle banche, dell'Inps e delle assicurazioni.
È altresì necessario definire i modelli per la presentazione d’accesso al prestito e le modalità di estinzione anticipata.
Il Governo ha parlato di una penalità del  5% sulla pensione netta per ogni anno di anticipo del pensionamento ma il decreto deve definire compiutamente la questione.
Aperta la questione sugli effetti delle speranze di vita così come la necessità di due Decreti per definire i lavoratori interessati all’Ape Social ed i cd precoci (quota 41).
Quali sono i cd lavoratori addetti alle mansioni gravose? È definita la questione di almeno 36 anni di contributi, dove il sindacato ha espresso la sua contrarietà?
Aperta la questione normativa dei lavori usuranti e i criteri di sostegno per inclusione attiva (Sia) e le modalità di prosecuzione della sperimentazione dell'assegno di disoccupazione  terminato il 31 dicembre 2016.
Sulla Fase 2 si dovrà avviare il confronto che riguarda la riforma del sistema di calcolo contributivo (problema di equità e flessibilità) per i giovani con redditi bassi e discontinui e l’implementazione della previdenza integrativa e la parificazione della tassazione sulle prestazioni di previdenza complementare dei dipendenti pubblici e privati.
Ci sarà inoltre una maggiore flessibilità in uscita dal sistema contributivo con una revisione del requisito del livello minimo di importo (2,8 volte l’assegno sociale) per l’accesso alla pensione anticipata. Altre questioni riguardano il lavoro e previdenza.
Inoltre, il segretario nazionale della Cisl, Annamaria Furlan, in un convegno svoltosi a Bologna al quale erano presenti 500 delegati della Cisl, ha parlato in merito alle riforme sulle Pensioni. La Furlan ha dichiarato che, secondo lei, le pensioni dovrebbe essere immediate poiché interessano anche i giovani che non hanno la possibilità di lavorare a causa dell'età avanzata dei lavoratori. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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