CETA delle loro brame. Trump ci abbandona? E il Canada corteggia il made in Italy

17 febbraio 2017 ore 9:53, intelligo
Se un amico ti volta le spalle il modo migliore di vendicarsi è cominciare a uscire col suo migliore amico. Vale nelle relazioni personali e anche in quelle tra Stati, come Donald Trump ha imparato a sue spese ieri sera, quando l’Unione Europea ha firmato il CETA, un accordo di libero scambio con il Canada, in risposta alle misure annunciate da Washington volte a imporre dazi su qualunque merce importata negli Stati Uniti.
La tempistica è come minimo sospetta: i negoziati per l’intesa commerciale tra Strasburgo e Ottawa erano cominciati ben sette anni fa, proseguendo faticosamente e nell’indifferenza generale perché a interessare gli addetti ai lavori era il TTIP, l’accordo tra UE ed USA sognato da Obama e cestinato in questi giorni dal nuovo inquilino della Casa Bianca. E ora, a pochi giorni dalle ultime dichiarazioni protezioniste del neopresidente, il Parlamento europeo ha approvato l’accordo a larga maggioranza (408 favorevoli e 254 contrari). Sul tema il presidente dei Popolari Manfred Weber è stato anzi esplicito: «Con questo voto vogliamo far capire che non vogliamo costruire muri, ma ponti».
CETA delle loro brame. Trump ci abbandona? E il Canada corteggia il made in Italy
Il CETA (acronimo di Comprehensive Economic and Trade Agreement) ha una piattaforma ambiziosa: elimina il 99% dei dazi doganali tra i contraenti per mezzo miliardo di euro l’anno
, prevede l’apertura alle aziende europee alla partecipazione a gare d’appalto e riconosce il titolo professionale a categorie di lavoratori di alto livello come architetti, ingegneri e commercialisti.
Particolarmente interessante per noi è che il Canada si sia impegnato ad aprire il suo mercato alle eccellenze alimentari europee fornite del marchio DOP, tutelandole dai tentativi di imitazione come già accade in ambito UE: per l’Italia parliamo di ben 41 prodotti che fino a oggi sono stati brutalmente contraffatti in Nord America, come la mozzarella di bufala campana, il parmigiano reggiano e il prosciutto di Parma.
Certo Ottawa non rappresenta una vera alternativa agli scambi commerciali con gli Stati Uniti in termini assoluti (nel 2016 l’interscambio USA-UE è stato pari a 811 miliardi contro i 60 tra Canda e UE), ma con questo trattato è stato mandato un segnale chiaro: se Washington si ritira dall’Europa, l’Europa è pronta a cercare altri partner. Non a caso la commissaria UE al commercio internazionale Cecilia Malmstrom ha concluso la conferenza stampa di presentazione del CETA con un annuncio provocatorio: «Stiamo preparando trattati con oltre una dozzina di altri Paesi incluso il Messico, che consideriamo un amico importante e un alleato». 
Ecco, queste avance forse Trump non se le aspettava.

di Massimo Spread

#ceta #canada #trump
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