Elezioni, ci siamo: quando sarà il voto e con quale legge elettorale

18 settembre 2017 ore 11:17, Americo Mascarucci
Fra il 4 e il 18 marzo 2018. Secondo i rumors più accreditati le elezioni politiche dovrebbero tenersi in questo lasso di tempo e pare che votare a marzo sarebbe l'auspicio di tutti, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al premier Paolo Gentiloni, per finire con il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi e la stragrande maggioranza delle forze politiche di opposizione (ad eccezione di Forza Italia che vorrebbe prima una nuova legge elettorale, meglio se sul modello tedesco). La scadenza naturale della legislatura è fissata al 24/25 febbraio, data in cui cinque anni fa, nel 2013 si erano tenute le elezioni. La prima data utile per votare sarebbe dunque la domenica immediatamente successiva, il 4 marzo per l'appunto e questa sembrerebbe al momento quella più accreditata. Tuttavia non si dovrebbe andare oltre il 18 marzo.
Elezioni, ci siamo: quando sarà il voto e con quale legge elettorale

LA LEGGE ELETTORALE
Il problema sta nel fatto che votare oggi con il sistema elettorale vigente, potrebbe significare consegnare il Paese all'ingovernabilità dato che i sistemi elettori di Camera e Senato sono considerati incompatibili e incapaci di garantire l'elezione di maggioranze omogenee in virtù del carattere proporzionale e regionale della legge in vigore al Senato, e del carattere maggioritario con premio di maggioranza che invece vige alla Camera. Ragione che da oltre un anno spinge il Capo dello Stato a sollecitare l'approvazione di una legge elettorale che, se proprio non possa modificare la situazione attuale, armonizzi al massimo i sistemi di voto per i due rami del Parlamento attraverso i necessari correttivi. E questo è anche l'auspicio dei giudici della Consulta. 
E qui entra in gioco un'altra data fatidica, quella del 15 novembre, ultima utile  per presentare un decreto legge che armonizzi e renda coerenti le due leggi elettorali uscite dalle sentenze della Consulta. Mattarella sta insistendo affinché si proceda per questa strada in considerazione del fatto che una nuova legge elettorale, alla luce delle divergenze fra le forze in Parlamento appare al momento molto difficile. 
Ma come correggere i due sistemi? Il segretario del Pd vorrebbe salvare l'intero impianto dell'Italicum approvato dalla Consulta con particolare riguardo a liste bloccate e soglie di sbarramento ma Area popolare chiede che la soglia non vada oltre il 3% visti i sondaggi davvero poco incoraggianti per i centristi. Poi c'è chi fa notare che modificare il sistema elettorale con un decreto legge potrebbe presentare dubbi di costituzionalità. Insomma è corsa contro il tempo. Di sicuro i tempi per discutere in Parlamento una nuova legge elettorale che metta tutti d'accordo ormai sembra non ci siano più. A meno che non si verifichi uno scatto di responsabilità da parte di tutti. Ma se non si è visto finora....

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