Influenza, otto morti in Italia prima del picco. Medici choc: "Rischio altre vittime"

19 gennaio 2017 ore 16:26, Americo Mascarucci
In italia si starebbe ingigantendo oltre misura l'allarme meningite, sottovalutando troppo i rischi legati all'influenza stagionale.
Il sistema di sorveglianza nazionale ha registrato da parte di 10 regioni italiane, dati allarmanti sulle conseguenze dell'influenza che dal mese di settembre 2016 ai primi giorni del 2017, avrebbe riscontrato 63 casi gravi con 8 decessi in Italia. 
Dati che risulterebbero raddoppiati rispetto a quelli registrati fino all'ultima settimana di dicembre 2016 quando si erano riscontrati 31 casi gravi di influenza confermata e 4 decessi. 
"L'influenza potrebbe fare numerose vittime - teme Tommasa Maio responsabile area vaccini della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) - la preoccupazione dei medici è che ci possano essere più morti rispetto alle passate stagioni, per complicanze nella popolazione a rischio. Superando, quindi, gli 8 mila decessi che si registrano in media. L'invito è dunque a vaccinarsi. Siamo preoccupati - aggiunge Maio - e per questo consideriamo importante continuare la campagna vaccinale, come abbiamo chiesto al ministero della Salute. Ricordo, tra l'altro, che ci sono molte dosi di vaccino ancora disponibili e che, in caso di mancato utilizzo, andrebbero al macero. Un vero e proprio controsenso in questa situazione di rischio".
Anche perché il picco vero e proprio sarebbe atteso a febbraio.
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Gli anziani sono i soggetti più a rischio e difatti i casi più gravi, decessi compresi, riguarderebbe persone con un'età media di 71 anni.
Gli anziani che ancora non si sono vaccinati sono invitati a farlo al più presto, o in alternativa ad evitare il più possibile il contatto con familiari, parenti o conoscenti che presentano sintomi influenzali. 
La Regione più colpita risulterebbe il Piemonte dove l'incidenza è stata di 13 casi per mille assistiti rispetto ai 9,11 casi registrati nel resto del Paese. Sarebbero trecentomila i piemontesi che si sono ammalati, oltre il 50% dei quali tra Natale e Capodanno. 
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