Assenteismo, ci risiamo. I peggiori? Gli “uomini del fare” del centro-destra

20 luglio 2017 ore 14:45, Luca Lippi
Nonostante le dichiarazioni di efficienza e di attivismo politico esternate urbi et orbi dai vari Gentiloni e Renzi, torna come un fastidioso e impopolare mantra la questione dell’assenteismo in Parlamento. Questa volta, alla luce dei nuovi dati Openpolis, colpa del caldo feroce del mese di luglio, oppure colpa della melma tecnica che ha generato il mancato varo della nuova legge elettorale? Oppure è colpa dello Ius Soli, o si tratta unicamente di un’anticipazione delle vacanze? 
Mancano, infatti, meno di tre settimane, e poi il Parlamento sarà chiuso per ferie. Ma forse deputati e senatori saranno costretti ad anticipare il ritorno per l’immensa mole di provvedimenti da approvare e in cantiere. Legge di bilancio in primis.
Ma l’assenteismo è soltanto un dato stagionale o pure un malcostume radicato?
La verità è semplice: ci sono alcuni deputati e senatori che l’Aula la vedono poco o niente durante tutto l’anno. Sia a Montecitorio sia a Palazzo Madama. E in questo, basta analizzare i numeri di Openpolis, l’osservatorio civico della politica italiana che monitora quotidianamente l’attività degli eletti, per rendersene conto. Attenzione: Openpolis per assenze intendei casi di non partecipazione al voto, sia che si tratti di assenze quelle fisiche, sia di quelle in cui il deputato o senatore è presente, ma non vota e non partecipa a determinare il numero legale”.
Assenteismo, ci risiamo. I peggiori? Gli “uomini del fare” del centro-destra
ASSANTEISTI ALLA CAMERA
Fatta salva il presidente Laura Boldrini, che non partecipa alle votazioni, il deputato più assenteista è Antonio Angelucci, meglio noto come il re delle cliniche, rieletto nel 2013, nelle file del Popolo della Libertà (Pdl) prima di passare con Forza Italia (FI) ha il 99,62% di assenze alle votazioni. A ruota troviamo un altro deputato di FI, Marco Martinelli. L’ex An è stato assente all’88,1% delle votazioni. Stesso discorso per Filippo Piccone, oggi in Alternativa popolare. L’ex coordinatore del Pdl in Abruzzo non ha partecipato all’86,03% delle votazioni, così come l’ex tesoriere del Pdl Rocco Crimi, che oggi occupa il sesto posto nella top ten dei deputati più assenti. Una rosa dentro la quale spiccano pure i nomi di Giorgia Meloni e Daniela Santanché. La leader di Fratelli d’Italia non ha preso parte al 79,1% delle votazioni, presenziando solo al 4,99% e andando in “missione” il 15,9% delle volte. La Santanché, invece, ha solo il 27,3% di presenze. Interessante il caso dell’animalista azzurra Michela Brambilla: l’1,19% di presenze, ma secondo Openpolis “sono assenze giustificate per missione”. 

ASSENTEISTI AL SENATO
Al Senato le cose non vanno meglio. Come per Montecitorio, il podio è tutto del cosiddetto Centrodestra. Al primo posto troviamo Niccolò Ghedini, uno degli storici legali del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Complici molto probabilmente gli impegni professionali fuori dal Parlamento, a Palazzo Madama Ghedini, alla sua quarta legislatura consecutiva ha votato solo 132 volte su un totale di 17.325. Riguardo le assenze, siamo al 99,24%. Dopo Ghedini troviamo Denis Verdini, fondatore e leader di Ala, il movimento nato a luglio 2015 che passato il vento del referendum del 4 dicembre, si ritrova a fare i conti con numerose defezioni. Ebbene, il senatore toscano ha fatto registrare finora il 90,5% di assenze alle votazioni, facendo addirittura peggio (o meglio) di un anno fa, quando si “fermava” all’88,6%.
Chiude il terzetto Giulio Tremonti (Gal), l’ex ministro dell’Economia, che conta una percentuale di assenze alle votazioni dell’81,59%. Fa leggermente meglio di lui un altro ex ministro berlusconiano, Altero Matteoli (FI), che ha saltato 13.606 votazioni (78,53%) partecipando solo al 21,45% di queste.

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