Legge elettorale, Rosatellum bis in calo: perché a Renzi non conviene più

21 settembre 2017 ore 14:09, Americo Mascarucci
Sembra che il Rasatellum Bis, l’ultima proposta di legge elettorale che da qualche giorno sta circolando nel palazzo come estrema ipotesi di accordo fra le forze politiche prima del voto in primavera e che è approdata oggi nelle commissioni di Camera e Senato, sia destinata a non decollare. Infatti dalle parti del Nazareno si sarebbero fatti due conti e avrebbero concluso che il gioco non vale la candela. La bozza, che porta la firma del parlamentare Dem Ettore Rosato, prevederebbe una quota proporzionale del 64% da concretizzare con mini listini bloccati (per aggirare così la sentenza della Consulta che boccia le liste bloccate lunghe) e la restante quota maggioritaria al 34% con collegi uninominali ad elezione sicura per il più votato. 
Legge elettorale, Rosatellum bis in calo: perché a Renzi non conviene più

I DUBBI DEL PD
Renzi in un primo tempo sembrava d’accordo su questa proposta ma nelle ultime ore avrebbe cambiato idea di fronte a due ostacoli: il no di Giuliano Pisapia ad una legge maggioritaria che porti ad alleanze con il Pd nei collegi uninominali per battere il centrodestra e il M5S (ipotesi questa ostacolata soprattutto da Mdp) e l’impossibilità per i centristi della maggioranza di trovare un'intesa per mettere in piedi una lista sul proporzionale in grado di raggiungere la soglia di sbarramento del 5% prevista dal Rosatellum. 
Alfano e company avrebbero manifestato a Renzi questa difficoltà, aggiunta anche all’impossibilità di poter aderire ad una lista unica proporzionale col Pd come vorrebbe il segretario Dem. Alternativa Popolare sta perdendo ogni giorno pezzi importanti a causa della decisione di siglare l’alleanza col Pd in Sicilia ed è sempre più difficile per il Ministro degli Esteri tenere a bada i suoi. Al Pd stando così le cose il Rosatellum non converrebbe più. 

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