Renzi fra la voglia di voto subito e la battaglia sotterranea per le liste Pd

22 dicembre 2016 ore 10:29, intelligo
Votare o non votare, questo è il dilemma. 
Il Parlamento sembra avere davvero poca voglia di tornare alle urne.  Ogni partito ha i suoi problemi da risolvere e ha bisogno di tempo per affrontarli. 
In primis Forza Italia che deve cercare di recuperare consensi, il Pd non renziano che non vuole finire schiacciato dal disegno del segretario desideroso di rivincita e i Cinquestelle spaventati dagli strascichi del Roma Gate e dai possibili sviluppi giudiziari per la giunta di Viriginia Raggi. 
Inoltre il voto di ieri con Forza Italia e verdiniani compatti a sostegno del governo Gentiloni sulla questione banche, dimostra che non si profilano particolari trappole all'orizzonte.
Questo scenario non sembra aiutare particolarmente Matteo Renzi che invece non vuole farsi rosolare a fuoco lento e non vuole perdere la centralità mediatica e politica post-referendaria diluendola in una lunga attesa fino alla scadenza naturale del 2018. 
Il suo punto di partenza, illusorio o reale che sia, è che il 40% referendario, possa trasformarsi in un voto politico. 
Renzi è anche convinto che il presidente Mattarella alla fine non si metterà di traverso e una volta approvata una legge elettorale (che consenta "esiti chiari") scioglierà le Camere a meno di nuove, straordinarie emergenze. 
Renzi fra la voglia di voto subito e la battaglia sotterranea per le liste Pd

Il timore però è proprio la possibile "melina" da parte delle forze politiche sulla legge elettorale.
Per questo l'ex Rottamatore sarebbe pronto qualora un accordo sul Mattarellum si rivelasse impossibile, ad andare a votare anche con il Consultellum. 
Naturalmente dovrà fare i conti innanzitutto con la minoranza del suo partito. Il punto è che i non renziani sanno perfettamente che andare a votare senza prima aver celebrato il congresso significherebbe consegnare le liste elettorali agli uomini del segretario. 
A quel punto i posti in lista per Bersani & co sarebbero pochissimi. 
E Renzi avrebbe il destro per avere truppe parlamentari costruite interamente a sua misura. Un fattore importante anche per gestire equilibri e poteri nelle nuove Camere, dove la prospettiva di dover fare accordi con le altre forze politiche per formare un governo appare, sondaggi alla mano, più che concreta.
autore / intelligo
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