Un partito animalista per Berlusconi. Quando il legame col cane diventa patologico?

22 maggio 2017 ore 9:49, intelligo
Non convince Berlusconi animalista. Il centrodestra duro e puro non lo segue. A partire dal leader leghista Salvini, che ci tiene subito a prendere le distanze: “Mio figlio salva un cucciolo ma non fonda un partito”. Ma tanto per Berlusconi contano i sondaggi e non l'opinione del suo nemico amatissimo ormai: “Secondo un nostro sondaggio fatto su 2000 persone il nuovo Partito ‘Movimento Animalista’ può arrivare al 20% . In base a questi sondaggi – ha aggiunto Berlusconi – come movimento animalista avreste 160 parlamentari e 63 senatori. Anche se probabilmente non saranno così tanti potreste inviare in Parlamento un nucleo numeroso compatto per combattere dal di dentro le vostre battaglie di civiltà” aveva detto alla presentazione  del Movimento
Un partito animalista per Berlusconi. Quando il legame col cane diventa patologico?
animalista. A convincerlo a fondare questo nuovo partito, Michela Brambilla, che gli ha chiesto di esserne il fondatore.

Amare “troppo” gli animali oggi è di moda. Esiste in psicologia un'analisi di quando cani e gatti prendono il posto degli umani.
Se per Berlusconi si tratta, come ha detto, "come Forza Italia di appoggiare tutte le vostre proposte di legge che arriveranno in parlamento”, per molti l'animalismo non è un gioco, né un partito. 
"Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti e ai cani, che poi lascia sola e affamata la vicina. No, per favore no!": con queste parole aveva scatenato un putiferio Papa Francesco che fu contestato dagli animalisti, anche se non aveva messo in dubbio che aiutare gli animali fosse sbagliato. 
Roberto Pani, professore di psicologia clinica all’Università di Bologna, su Ok salute, aveva spiegato quando il legame con il proprio animale domestico è da considerare esagerato: "Ci sono persone che più che amare mostrano un bisogno d’affetto senza controllo verso gli animali domestici, quasi si fondono psicologicamente con loro. Cani e gatti spesso vengono adulto-morfizzati, nel senso che i proprietari si considerano veri e propri genitori e li trattano come i figli ideali obbedienti, mai deludenti, molto ammaestrabili secondo i propri bisogni inconsci o consci. In altre parole, le proprie frustrazioni sono compensate al massimo di fronte alla fedeltà indiscutibile di cani e gatti.
In tal modo, però, non si rispettano nemmeno gli animali che sono interagenti con l’uomo, ma richiederebbero se potessero, di essere riconosciuti per quel che sono secondo la loro natura.
Dedicarsi all’aiuto delle persone è in genere più faticoso, l’identificazione con la sofferenza dell’altro è costosa perché oltre al comprendere dinamiche di sofferenza psichica che richiede saper ascoltare con grande attenzione e sensibilità, coinvolge troppo da vicino e perciò per molta gente è difficile da tollerare.
Piangere per un cane che soffre o per un gatto che muore è assai doloroso, ma può avere i suoi risvolti catartici e liberatori".

Ma è ovvio che questo per Berlusconi non c'entra. Con 17 milioni di iscritti all'Associazione il discorso è più razionale che mai!

autore / intelligo
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