Banche venete alla stretta finale, ma Intesa vuole solo l'attivo

23 giugno 2017 ore 10:15, Luca Lippi
Ancora polemiche sul salvataggio delle Banche venete, tra sabato e domenica si potrebbe sapere qualcosa di più. Al momento c’è l’offerta di Intesa Sanpaolo che da parte sua ha posto le condizioni senza farsi carico di risolvere il problema maggiore che è quello di salvaguardare il risparmio di una comunità come quella del territorio dove operano le Banche venete, di fatto lasciando la patata bollente nelle mani dello Stato. 
Bruxelles da una parte, che chiede la minimizzazione dell’intervento pubblico. La Dg Competition, in particolare, intende verificare tutti i passaggi dell’operazione cosicchè il cosidetto “aiuto alla liquidazione” dello Stato sia compatibile con i trattati europei. Dall’altro lato c’è la Bce, che invece ha a cuore la stabilità del sistema, e pretende adeguate coperture.
Dal Parlamento arrivano però voci dissonanti, esortazioni a dichiarare irricevibile l’offerta di Intesa SanPaolo. "Da cittadino un'offerta di questo tipo mi farebbe inorridire. Voglio sperare che il governo la giudichi irricevibile". Il segretario di Sc Enrico Zanetti, parlando all'Adnkronos, boccia l'offerta di Banca Intesa su Popolare di Vicenza e Veneto Banca. "Non voglio neanche pensare che il governo possa vagliare un'offerta di questo genere", insiste l'ex vice ministro all'Economia. E incalza: "Se fossi un azionista di Intesa stringerei la mano all'ad perché si porta a casa solo la parte buona delle banche, gli attivi, avrebbe le garanzie su alcuni crediti intermedi e i finanziamenti del find esuberi senza caricarsi le sofferenze ma da cittadino italiano se mai il Tesoro avallasse questa proposta sarebbe una pazzia. Ma sono convinto che non succederà".
Banche venete alla stretta finale, ma Intesa vuole solo l'attivo
Nella sostanza però Paolo Gentiloni ha commentato da Bruxelles la trattative sul salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca dopo l’offerta del gruppo Intesa Sanpaolo in modo positivo. Come scrive Marco Bonet sul Corriere del Veneto, si attende ora la risposta ufficiale del governo con un decreto ad hoc che dia il via libera all’acquisto da parte di Intesa delle attività in bonis delle due banche al prezzo simbolico di un euro.

I paletti di Intesa Sanpaolo - Intesa ha chiesto al governo la copertura degli ‘oneri di integrazione e razionalizzazione’ (come gli esuberi) e la ‘sterilizzazione’ dei rischi (crediti deteriorati, titoli tossici e in sofferenza). Secondo gli analisti 3,5 miliardi dello Stato dovrebbero essere investiti nella bad bank in tal senso. 
Che la soluzione sia ormai questa lo fanno capire anche le parole del governatore del Veneto Luca Zaia, da sempre sostenitore del piano (tramontato) di ricapitalizzazione con fusione dei due istituti in un unico polo bancario: "Sarebbe stata la soluzione del cuore ma siamo in un momento di grossa difficoltà e davanti al malato grave non ci si pone il problema di chi porta la medicina. Restano i nodi dell’occupazione, degli azionisti che non devono vedere azzerate le proprie azioni, del servizio sul territorio ma siamo fiduciosi e immagino che i prossimi giorni saranno cruciali”.

I numeri - Stando alle condizioni di Intesa, sicuramente rimarranno a Vicenza e Montebelluna i 9,6 miliardi di sofferenze lorde (dati al 31dicembre), ma anche gli 8,3 miliardi di inadempienze probabili e i 238 milioni di scaduti; cifre che complessivamente portano in pancia alla nascente bad bank 18,8 miliardi di crediti deteriorati lordi,
facendone uno dei veicoli più capienti tra quelli al momento presenti in Italia. E poi ci saranno da aggiungere
i crediti in bonis “ad alto rischio” che Intesa non vuole accollarsi: almeno altri 2,5 miliardi, stimano gli
analisti, dei 31 miliardi di impieghi non deteriorati che le due banche vantavano a fine 2016 (ma il dato è
sceso). In totale, una maxi badco da oltre 20 miliardi di crediti lordi.

Dunque il traguardo su questa linea si profila nel weekend. Zanetti, invece, insiste: "Sono andati avanti per mesi su uno schema per un intervento pubblico sulla ricapitalizzazione delle banche che poteva anche essere recuperato ma per mesi questa operazione è stata bloccata, da un lato, per il modo ottuso della Dg Concorrenza della Commissione Ue, dall'altro, per il modo poco dinamico con cui il governo ha negoziato con l'Europa, senza neanche riuscire a trovare alternative a livello di sistema bancario in cambio di garanzie". Ora, conclude Zanetti, " dopo tutto questo tempo in cui si puntava ad uno schema, entra in campo una banca con un progetto che comporta un esborso doppio per l'Erario e senza alcun recupero di queste risorse".
Dobbiamo aspettare le prossime 48ore per capire la direzione che prenderà il salvataggio di Popolare Vicenza e Veneto banca.

#Banchevenete #Risoluzione #IntesaSanpaolo #Zanetti  

autore / Luca Lippi
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