L'8 per mille a buddisti, Meluzzi: "E' fuga dalla Chiesa-Ong, effetto Bergoglio non aiuta"

24 luglio 2017 ore 14:10, Americo Mascarucci
Crescono le firme dell'8 per mille dell'Irpef a favore dei buddisti mentre calano quelle destinate alla Chiesa cattolica. Sono i dati diffusi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze relativi alla dichiarazione dei redditi del 2014 (redditi 2013). Tutto questo mentre divampa in questi giorni una polemica all'interno dell Chiesa che vede protagonisti proprio i buddisti: Arturo Sosa superiore dei Gesuiti è stato infatti fotografato in preghiera all'interno di un tempio buddista circondato da monaci. Una foto che ha fatto il giro del mondo. Intelligonews ha chiesto un commento allo psicologo Alessandro Meluzzi arcivescovo di una Chiesa ortodossa italiana.
L'8 per mille a buddisti, Meluzzi: 'E' fuga dalla Chiesa-Ong, effetto Bergoglio non aiuta'

I soldi dell'8 per mille vanno sempre meno alla Chiesa cattolica e sempre più ad altre religioni, i buddisti su tutti. Che significa?

"Che c'è una profonda disaffezione nel mondo cattolico nei confronti della gararchia. Situazione che, seppur riferita al 2013, ritengo che peggiorerà ulteriormente a causa di quello che io considero l'effetto Bergoglio. Penso infatti che in quest'ansia di proselitismo nei confronti del mondo non critiano e non cattolico, la Chiesa abbia perso la propria missione che dovrebbe essere innanzitutto quella di mantenere il proprio gregge. Basti pensare che Bergoglio oggi finisce per essere il Papa che piace di più ai non cattolici che ai cattolici, ma non nell'ambito di un dialogo rivolto ad un'apertura del mondo cristiano a chi cristiano non è affinché si converta, ma nell'ambito essenzialmente di un'assimilazione ai valori universalistici e globalisti che potrebbero essere gli stessi di Soros. Tutto questo contribuisce a trasformare la Chiesa in una sorta di Ong. Il problema è che se la Chiesa si trasforma in Ong poi non riesce ad essere migliore di tante altre. La Chiesa rischia di essere peggiore dell'Onu o di una qualsiasi Ong, se rinuncia a fare la Chiesa". 

Come commenta la foto del "papa nero", il capo dei gesuiti che prega fra i monaci buddisti?

"Chi fa il Papa, o l'anti-Papa, o il Papa-nero o che dir si voglia, ritengo abbia degli obblighi di condotta, lo stesso obbligo dei Carabinieri, quello cioè di presentarsi nei contesti pubblici sempre con il berretto in testa. Se uno agisce a titolo personale, come un comune cittadino, può permettersi di fare ciò che vuole, ma chi sa di agire in Persona Christi sa di dover assumere comportamenti rispettosi del proprio ruolo, che non è un rispetto di sé, ma del suo essere un rappresentante di Cristo. Chi vuole sostituire la propria psicologia, il proprio globalismo, il proprio ecumenismo, la propria tolleranza, la propria cultura dell'indistinto a questa funzione, farà il bene proprio, ma non fa certamente quello della Chiesa di Roma".

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