Gli amici di Donald Trump in Italia prima e dopo

24 maggio 2017 ore 11:48, Americo Mascarucci
Chi sono oggi gli amici di Donald Trump in Italia? Il presidente Usa è in visita a Roma, dopo aver incontrato in mattinata Papa Francesco vedrà le alte cariche dello Stato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. In Italia si è passati dalla fase uno alla fase due del Trump-ismo. La fase 1 è quella della campagna elettorale quando pochi erano pronti a scommettere sulla sua vittoria: la fase 2 è quella post elezione e vede oggi convertiti tanti che nella fase 1 erano invece anti- Trump convinti

GLI AMICI DEL TRUMP 1-Durante la campagna elettorale per le presidenziali Usa gli amici di Trump si contavano sulla punta delle dita mentre era ben evidente il gradimento di massa per Hillary Clinton. Trump allora era considerato pericoloso per le sue posizioni contro l’immigrazione, per le sue idee sul clima diametralmente opposte all'agenda Obama osannata in tutto il mondo, per la sua vicinanza alla Russia di Putin, per la sua politica protezionista. A sostenerlo c’erano soltanto la Lega di Matteo Salvini,  la “pitonessa” di Forza Italia Daniela Santanché, quelli di CasaPound, l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, l’imprenditore e amico Flavio Briatore. Anche Beppe Grillo sembrava tifare per Trump ma non troppo visto che nello stesso periodo i grillini cercavano di entrare nell'Alde il gruppo dei liberali al Parlamento europeo. Per il resto tutti contro l’uomo nero, il mostro, il nuovo Hitler, il nemico del progresso, della globalizzazione e della civiltà. 

GLI AMICI DEL TRUMP 2- Poi il colpo di scena, Trump eletto presidente degli Usa ed ecco che le cose cambiano. L’America di Trump attacca la Siria di Assad e sembra rompere l’asse con Putin: poi il presidente va in Israele e riconferma l’antica amicizia dell’America col popolo ebraico: va in Medio Oriente e parla al mondo arabo ribadendo la differenza fra Islam moderato e Islam radicale che prima era sembrato sempre negare. E allora ecco i nuovi amici.
Il Premier italiano Paolo Gentiloni è entusiasta al pari del Ministro degli Esteri Angelino Alfano: "I nostri rapporti con gli Stati Uniti sono storici: ci teniamo molto, sono sempre stati il pilastro della nostra politica estera. E' interesse dell'Italia coltivare questa relazione perché è fondamentale per gestire le crisi del Mediterraneo a partire dalla Libia". 
Non da meno Silvio Berlusconi il leader di Forza Italia che prima era stato molto attento ad evidenziare le differenze fra lui e l'allora candidato repubblicano. che in campagna elettorale era stato molto critico con la politica isolazionista del presidente. "Sono sempre stato e sarò sempre il più leale alleato degli Stati Uniti in Europa, riconoscente al Paese che ha garantito la nostra libertà per tutto il ventesimo secolo. Sono convinto che il presidente scelto dal popolo americano potrà garantire con autorevolezza ed equilibrio il difficile ruolo degli Stati Uniti come paese-guida del mondo libero".
Poi Beppe Grillo: "Dovrebbe andare dal parrucchiere, cambiare look! Più seriamente, sono abbastanza ottimista. Ho letto uno dei suoi libri, in cui scrive cose assai sensate sulla necessità, ad esempio, di riportare l’attività economica all’interno degli Stati Uniti. Ha detto quello che bisognava dire ai cinesi sul protezionismo. Trump sembra moderato, i media hanno deformato il suo punto di vista" 
Duecentocinquanta accademici ebrei hanno firmato una petizione per condannare "il linguaggio discriminatorio e carico d'odio e le minacce" del tycoon durante la campagna elettorale per la Casa Bianca, poi vinta fra la sorpresa generale. Dopo la visita di Trump in Israele dal mondo ebraico i toni sono ben diversi.

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