Referendum autonomia, CasaPound: "Zaia vuol mettere Salvini all'angolo"

24 ottobre 2017 ore 14:45, Americo Mascarucci
Forte dei risultati del referendum sull'autonomia il governatore del Veneto Luca Zaia alza la posta in gioco e arriva a chiedere per la sua regione il riconoscimento dello statuto speciale. Richiesta però che per essere accettata dovrebbe prevedere una revisione costituzionale, competenza esclusiva del Parlamento. Da ieri Zaia sta avanzando richieste di autonomia su materie come il fisco e la sicurezza che il Governo ha già detto di non poter concedere, rischiando così di far fallire la trattativa prima che abbia inizio. Le ultime uscite di Zaia hanno provocato forti malumori nella Lega come dimostrano le dichiarazioni di Roberto Maroni che ha lamentato come la richiesta dello statuto speciale non sia stata concordata. E c'è chi ipotizza che l'intenzione di Zaia possa essere quella di aprire una crisi sul modello della Catalogna arrivando ad una pericolosa rottura con Roma. Che Zaia sogni la secessione del Veneto ne sono convinti quelli di CasaPound come confermato ad Intelligonews dal vicepresidente Simone Di Stefano.
Referendum autonomia, CasaPound: 'Zaia vuol mettere Salvini all'angolo'

Zaia lancia la proposta dello statuto speciale per il Veneto forte dei risultati referendari e c'è chi lo accusa di inseguire Puigdemont. E' così?

"E' ovvio che sì e lo dimostrano le dichiarazioni che ha fatto sulla Catalogna in queste settimane. Il clima creato da Zaia e Maroni prelude un grande passo in avanti verso un qualcosa che a mio giudizio va ben oltre la richiesta di maggiore autonomia. Premesso ciò non penso che i veneti o i lombardi siano secessionisti. Ritengo giustificato il loro malcontento verso lo Stato e di conseguenza non possono non guardare con favore ad iniziative che comunque hanno come obiettivo quello di trattenere più risorse sul territorio. Questo lo spirito con cui hanno votato al referendum, non certo con l'intenzione di secedere dall'Italia2.

Ma quanto è pericolosa questa deriva che sta prendendo Zaia e come pensate di contrastarla?

"Non è pericolosa, perché secessionisti in Lombardia e Veneto non ne vedo a parte una sparuta minoranza. Una secessione non si può concretizzare con queste premesse. Il fatto è che Zaia sta facendo campagna elettorale e ha tutto l'interesse ad acuire lo scontro con Roma in chiave elettoralistica. Pur convinto che il pericolo secessione non esista ritengo pericoloso tuttavia alimentare questo odio fra italiani. Se un giorno qualcuno dovesse proclamare la secessione ad ogni modo sappia che in noi troverà delle persone pronte a combattere per salvare l'unità dell'Italia e difendere i confini nazionali. Ma ripeto, si tratta di un'eventualità molto remota".

C'è chi dice che Zaia punti alla leadership del Carroccio e alla premiership del centrodestra. E' concreta questa ipotesi?

"E' evidente che Zaia e Maroni hanno spostato l'ala sovranista e non euro di Salvini in una posizione di assoluta minoranza, dal punto di vista mediatico certamente la Lega dopo questi referendum viene percepita come era un tempo, ossia un movimento indipendentista. Non dico che il sovranismo di Salvini sia stato condannato all'irrilevanza ma certamente è stato travolto da questa ondata di risveglio autonomista che ha oscurato la politica nazionalista,  anti europeista e anti euro del segretario leghista e di Claudio Borghi". 
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