Pensioni, ritardi e assenza di risorse: Ape, quota41 e precoci a rischio

26 aprile 2017 ore 12:21, Luca Lippi
A quattro giorni dall’avvio della riforma delle pensioni, purtroppo siamo ancora nel limbo: manca la firma dei decreti attuativi su Ape volontaria e Quota 41. Sulla base delle indicazioni contenute nella riforma pensioni le domande dovranno prendere avvio dal 1° maggio 2017.
Tuttavia, ci si aspettava la firma dei decreti attuativi su Ape e Quota 41 per i lavoratori precoci all’inizio della settimana, le notizie sono tutt’altro che incoraggianti e un punto critico è rappresentato anche dall’Ape social. Invero la firma di Gentiloni è stata apposta per tempo, tuttavia né il Consiglio di Stato né la corte dei Conti ha reso pubblica la nota conseguente al vaglio necessario (per le coperture) consentendo quindi la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.
Pensioni, ritardi e assenza di risorse:  Ape, quota41 e precoci a rischio
Allo stato dell’arte, la pensione anticipata e le novità introdotte con la riforma pensioni collegata alla Legge di Bilancio 2017 mostrano in pieno l’incapacità del Governo di portare a compimento e nei tempi dovuti un intervento legislativo propagandato e atteso da molti lavoratori. Ormai più di un mese fa era stato proprio il Ministro del Lavoro Poletti ad affermare che i decreti attuativi erano pronti e che “sarebbero arrivati a breve”.
In molte occasioni sono stati sollevati dei dubbi; sulle pensioni, ad oggi, sappiamo che nei decreti attuativi sull’Ape volontaria dovrà essere raggiunto l’accordo con le banche per il prestito pensionistico utile a garantire la pensione anticipata. Per la Quota 41 si attendono i dettagli su chi effettivamente tra i lavoratori precoci sarà ammesso alla pensione anticipata.
Tenuto conto del fatto che per molto tempo si è addirittura parlato di una graduatoria per l’erogazione della pensione anticipata a costo zero, soprattutto per quanto riguarda l’Ape social, è fondamentale sottolineare che i passaggi successivi per l’approvazione definitiva del decreto attuativo sono tutt’altro che secondari. Da stabilire è l’effettiva tenuta tra conti pubblici e spesa necessaria per l’erogazione della pensione anticipata ai richiedenti.
Insomma, a pochi giorni dall’avvio ufficiale della riforma delle pensioni, oggi i lavoratori interessati a richiedere la pensiona anticipata (e addirittura ad indebitarsi per richiedere l’Ape volontaria) sono ancora nella più assoluta confusione. 
Se si volesse fare una valutazione dell’operato del Governo sull’attuazione della riforma delle pensioni oggi si dovrebbe essere tutt’altro che positivi e clementi, però è bene specificare i numerosi provvedimenti che nel corso dei mesi è stato necessario mettere a punto (Manovrina richiesta dall’Unione Europea o agli interventi straordinari per le popolazioni terremotate) stando ai fatti e alle notizie attualmente a disposizione la contestazione maggiore è la mancanza di effettiva oggettività sui tempi necessari.
Al Ministro Poletti in primis si potrebbe contestare l’aver illuso che i decreti attuativi sarebbero stati approvati e pubblicati a breve mentre ad oggi sulle pensioni circolano soltanto voci e indiscrezioni di dubbia attendibilità.
Senza voler sollevare allarmismi, stando alle notizie e alle nulle novità degli scorsi giorni l’idea è che la riforma delle pensioni è destinata al rinvio perché, a scanso di uno sprint finale del Governo, il 1° maggio è ormai dietro l’angolo mentre i decreti attuativi sembrano ancora essere in alto mare.
Dopo un botta e risposta con l’Inps su a chi potesse essere imputata la causa di un possibile ritardo nell’avvio delle domande di Ape volontaria, social e Quota 41 ormai sembra sempre più plausibile l’idea di un ritardo non dovuto all’Inps, demandato a ricevere ed elaborare le domande, ma al Governo. Stando a quanto affermato da Boeri, la piattaforma sulla quale inviare domanda sarebbe pronta da tempo.
I decreti attuativi su Ape volontaria, Quota 41 e tutte le novità sulle pensioni ad oggi parlano fondamentalmente di una sorta di paralisi del Governo: l’emanazione dei decreti attuativi, la firma e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per rispettare i tempi prescritti dalla riforma delle pensioni contenuta nella Legge di Bilancio 2017 dovrebbe avvenire, calendario alla mano, nel giro di sei giorni, inclusi i festivi nei quali non è lecito supporre attività straordinarie da parte dell’Esecutivo per non incorrere in ritardi e motivate proteste.

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