Verso le elezioni anticipate: quando, con quale legge elettorale e i rischi

27 aprile 2017 ore 12:04, Marta Moriconi
Partiamo dall’unica certezza. La legge elettorale deve essere fatta. Lo ha chiesto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Il Parlamento provveda sollecitamente al compimento di due importanti adempimenti istituzionali, la nuova normativa elettorale per Senato e Camera e l'elezione di un giudice della Corte Costituzionale». Dopo le primarie del 30 aprile con Renzi incoronato a capo del Pd (non ci sono più dubbi dopo il confronto tv di ieri), non ci saranno più scuse.
Ecco cosa c'è sul tavolo delle “trattative” partitiche. 
Verso le elezioni anticipate: quando, con quale legge elettorale e i rischi
TAVOLO - Si parte dal Consultellum 2.0, ossia con i due sistemi lasciati in piedi dalla Consulta nel gennaio 2014, quando fu bocciato il Porcellum e nel gennaio scorso, quando fu bocciato il ballottaggio nazionale tra le prime due liste previsto dall'Italicum. Perché sarebbe lo stesso utilizzabile nonostante l’Alta bocciatura?  Lo dicono i giudici costituzionali proprio nella sentenza sottolineandone la natura autoapplicativa. L'Italicum sopravvissuto alla Camera prevede un 54% di premio di maggioranza per la lista e non per la coalizione che raggiungerà il  40% dei voti. Lo sbarramento è invece fissato al 3%. Esiste l’eventualità che nessuna lista raggiunga il tetto del 40%, qual punti i seggi verranno ripartiti in modo proporzionale. Gli eletti: 3 a 7 nomi nelle “listine” e il capolista è bloccato (scelto dal partito). Tutti gli altri concorreranno con la doppia preferenza di genere (sesso diverso delle due preferenze scelte). Al Senato esiste invece il proporzionale con preferenza, senza premio di maggioranza e con sbarramento: 3% per i partiti la cui coalizione di riferimento superi complessivamente il 20%, ma (udite udite) l’8% per i partiti “sciolti” che ovviamente rispetto al Pd, Fi, M5S e Lega viaggerebbero in cattive acque (anzi pessime) in questo modo. Chiaro che mira a polverizzare tutti i partitini, con più piacere per quelli sorti dalle scissioni. E’ qui che sta prendendo piede e si è inserito il dibattito sul “Legalicum a 5Stelle”: al Senato si inserisce lo stesso sistema della Camera tranne i capilista bloccati che spariscono a favore della doppia preferenza di genere. In sintesi: premio alla lista che superi il 40% e sbarramento unico al 3%. Il Pd? A un certo punto sembrava propenso a convergere su questa strategia, ma Renzi non chiude senza l'8% di sbarramento.  
Ora. Mattarella auspica che il Consultellum venga armonizzato (tra le due Camere) come chiede la Consulta. Per questo c’è la proposta di Fiano (Pd) in commissione Affari costituzionali della Camera che chiede l'introduzione dei collegi anti- capilista bloccati (sì ma quali collegi?) e soglie uguali di sbarramento. 

SCENARI ELEZIONI - Due sono i filoni spifferati dagli ambienti di Palazzo. 
Secondo alcuni non sono prevedibili scenari di elezioni nell'autunno prossimo, perché proprio in quella stagione (al di là che sia stato già tolto l’alibi della legge elettorale a Mattarella) il governo deve varare la manovra economica per scongiurare le clausole di salvaguardia (Iva 25%) per un totale di 20 miliardi. Poi ci vorrà il tempo necessario per i partiti in base alla legge elettorale scelta, di organizzarsi di conseguenza, c’è chi dice con listone unico magari per raggiungere l’eventuale premio di maggioranza L’altro filone di pensiero invece vuole che le elezioni saranno a settembre, assieme alle elezioni tedesche prima della redazione della legge di bilancio, magari perché il M5S con il Legalicum offre un’opportunità strategica che metterà presto d’accordo il Parlamento, oppure perché Forza Italia e i suoi collegi uninominali con riparto proporzionale troveranno sbocco. Per questo rimane sul tavolo più forte che mai il ritorno al Consultellum 2.0 armonizzato. 
Ah dimenticavamo, ieri tra i deputati di Forza Italia tornava a girare forte l'ipotesi elezioni anticipate l'8 o il 15 ottobre. Sicuramente risolverebbe tre problemi a Renzi: finanziaria, Alitalia e referendum lombardo veneto. Intanto un sondaggio dell'Agi preoccupato il toscano, dà Emiliano vincente al duello in Tv con il 38% contro il 36% di Renzi e il 25 di Orlando...

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