Svolta sociale di Berlusconi ma lui dice che è liberale: l'idea "riciclata"

28 febbraio 2017 ore 13:36, Luca Lippi
Berlusconi riprende le redini del gioco e contestualmente torna a ripercorrere la strada del “meno tasse più lavoro”, oltre ricorrere alla svolta sociale. Per l’esattezza, meno tasse, più consumi, più investimenti, più crescita, più lavoro, più gettito, più welfare, più benessere per tutti. 
È questa l'equazione del benessere: la ricetta liberale che l'agenda Berlusconi intende realizzare nel nostro paese. Agenda Berlusconi che, guarda caso, coincide con l'agenda Draghi, con le raccomandazioni della Commissione europea al governo Renzi e con quello che, da quando il debito pubblico italiano, cui fa da sfondo la lunga recessione, ha raggiunto livelli non più sostenibili.
Urge una riforma del lavoro seria e una riforma fiscale, per ridurre il peso della tassazione su famiglie e imprese, che blocca lo sviluppo e la conseguente ripresa dell'occupazione.
In sostanza, quando le idee scarseggiano meglio aprire il cassetto e cercarne qualcuna tra quelle vecchie, questo è il programma che già nel 2014 Silvio Berlusconi cercava di promuovere insieme alla sua coalizione.
Oggi rilancia, e oltre la svolta sociale aggiunge: “Serve una nuova moneta per riprenderci la sovranità monetaria. Conservare l’euro per le importazioni e le esportazioni e con una nuova moneta interna provvedere a tutti i pagamenti dello Stato per aiutare chi è rimasto indietro. Sono assolutamente convinto di questa soluzione”.
Anche questa un’idea datata, un’idea che il presidente di Forza Italia aveva già lanciato almeno 5 volte nel corso degli ultimi tre anni. Il 29 novembre 2014 in occasione del No tax day ha dichiarato: “Abbiamo le nostre idee sull’euro e le presenteremo: per esempio, creare una seconda moneta, recuperando parte della nostra sovranità monetaria una seconda moneta che possa essere stampata da noi e messa sul mercato che poi valuterà il cambio con l’euro. Una cosa che si può fare”.

Svolta sociale di Berlusconi ma lui dice che è liberale: l'idea 'riciclata'

LA SVOLTA SOCIALE
Mercoledì scorso parlando con alcuni parlamentari azzurri, Berlusconi spiegava le novità e gli interventi immediati peri tanti, troppi cittadini che non ce la fanno”. Tra le misure accennate durante un collegamento Skype, un innalzamento delle pensioni minime, forme previdenziali a favore delle casalinghe. 
Resta in campo anche la flat tax. Cioè un sistema fiscale con un aliquota unica che Antonio Martino propose per primo in Italia ai tempi della fondazione di Forza Italia. L'aliquota alla quale il cantiere sta lavorando è quella del programma storico degli azzurri: 22%. Poi stop alle tasse sulle donazioni e sulle successioni.
Una serie di punti progammatici che saranno il perno della campagna per le prossime elezioni politiche. L'idea di fondo è introdurre delle micro misure flessibili di emergenza, diverse per situazioni e fasce di età. Quindi lavoro e buona formazione per i giovani disoccupati, compreso il cosiddetto lavoro di cittadinanza che il capogruppo degli azzurri alla Camera Renato Brunetta aveva presentato mesi fa prima dell'ex premier Matteo Renzi.
Poi sgravi per le famiglie numerose. Assistenza rafforzata per le donne separate o divorziate che magari si ritrovano a dovere assistere genitori anziani. Poi il rafforzamento delle reti di solidarietà, del volontariato, ad esempio il recupero delle eccedenze alimentare per distribuirle ai più poveri.
Programmi sui quali è possibile anche recuperare la Lega di Matteo Salvini, in particolare sulla flat tax. Restano distanti le posizioni sull'Europa. Silvio Berlusconi è contrario all'uscita dall'euro, ma ha intenzione di ribadire una linea di forte contrasto alla linea che oggi è vincente a Bruxelles. Il rigore è nel Dna dei liberali, ma la rigidità delle istituzioni Ue, non aiutano né l'Italia né l'Europa.

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autore / Luca Lippi
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