Il welfare dei Millenials, Obiettivo Italia a convegno: quali nuove opportunità?

28 marzo 2017 ore 10:47, Americo Mascarucci
Crisi economica, Stato, assistenza, reddito di condivisione, servizi, sociale: sono tutte parole chiave attorno a cui tornare a ragionare per recuperare una storia che ha consolidato l'Occidente e per non disperdere un pensiero ricco di sfaccettature come quello che ha fatto grande l'Europa e mantenuto nel benessere e nella giustizia gli europei
Certo è che al convegno organizzato dal pensatoio Obiettivo Italia a Roma alle 16 il 10 aprile (presso il centro Congressi Roma eventi all'Audiotorium Loyola a piazza della Pilotta 4) a confrontarsi ci saranno protagonisti importanti e impegnati sul campo: il presidente dell’Inps Tito Boeri, la parlamentare di Forza Italia Annagrazia Calabria, la senatrice del Movimento 5Stelle Nunzia Catalfo, il presidente di Assoprevidenza Sergio Corbello, l’ex ministro Elsa Fornero, i deputati del gruppo Civici e Innovatori Gianfranco Librandi e Andrea Mazziotti, l’economista e parlamentare del Partito Democratico Irene Tinagli, il direttore del quotidiano Libero Vittorio Feltri e il giornalista Roberto Poletti
Il welfare dei Millenials, Obiettivo Italia a convegno: quali nuove opportunità?
Se da un lato non si può nemmeno immaginare di recuperare il concetto di Stato sociale come Stato assistenziale, è più che mai necessario trovare nuove soluzioni a vecchi problemi come l'assistenza per chi scivola nella povertà anche in giovane età. Per i Millenials infatti andrebbero pensati e ripensati diritti e servizi sociali, assistenza, indennità, previdenza, per non parlare delle risorse culturali che andrebbero ad essi destinate. Il problema in tempi di crisi è che questi servizi gravano sui conti pubblici attraverso la cosiddetta spesa sociale, in quanto richiedono ingenti risorse finanziarie, le quali provengono in buona parte dal prelievo fiscale. Obiettivo comune è quello di ridurre le disuguaglianze sociali ma come dare diritti senza pesare sulle tasche degli italiani? E' possibile attraverso lo Stato operare politiche di redistribuzione dei redditi regressive ossia lo Stato può integrare in modo crescente i redditi alti con l'applicazione del metodo di calcolo retributivo? Quale è il limite del reddito di cittadinanza? Il reddito di condivisione può essere una chance per i giovani? Funzionerebbe? 
Solo lo Stato può tradurre in atti concreti queste politiche di Welfare state o si può pensare a nuovi protagonisti del welfare? 
Tutte domande che saranno sviscerate e alle quali tenteranno di rispondere nel convegno sopra menzionato i protagonisti della tavola rotonda a partire da Tito Boeri, oggi più che mai impegnato per una previdenza al passo coi tempi. Ma bisogna fare in fretta, perché la generazione a cui appartengono molti di noi o dei nostri figli è quella generazione di giovani che vedrà la pensione a 75 anni. Salvare lo Stato sociale se non è un piacere dovrebbe essere considerato un dovere, soprattutto ora che la crisi demografica suggerisce che i giovani stanno pagando le tasse per i beneficiari attuali, ma non saranno in grado di contare su generazioni successive per sostenere la loro pensione e le spese mediche (senza contare che non sono in grado di comprarsi senza sostegno delle famiglie neanche una casa, mentre un genitore degli anni '70 con un lavoro ne comprava almeno due che diventavano anche una fonte di reddito a corredo della pensione spesso precoce). Problemi gravi, problemi veri che finalmente qualcuno vuole affrontare. I giovani, che sono meno coinvolti nella politica degli anziani attualmente in pensione, magari torneranno a interessarsene. E' arrivato il tempo che il sistema politico affronti problemi tanto cruciali con giustizia.

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